Primo ingresso scritto 1170 (≈ 1170)
*Breidestain* nei testi.
1606
Delimitazione delle frontiere
Delimitazione delle frontiere 1606 (≈ 1606)
Segna il confine di Lorraine-Hanau.
1609
Incisione dello scudo Lorrano
Incisione dello scudo Lorrano 1609 (≈ 1609)
Il simbolo Ducale affisso alla pietra.
1787 (?)
Aggiunta di sculture cristiane
Aggiunta di sculture cristiane 1787 (?) (≈ 1787)
Cristo, apostoli e iscrizione gotica.
16 février 1930
Monumento storico
Monumento storico 16 février 1930 (≈ 1930)
Protezione ufficiale dell'altare Druidico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Melanchthon - Riformatore protestante
La Riforma fu predicata nel XVI secolo.
Marchand de vin d’Ingwiller (anonyme) - Presumibilmente Benefattore
Sculture finanziate (tradizione orale).
Origine e storia
Il Breitenstein, o Pietro dei Dodici Apostoli, è un blocco di arenaria rossa di quattro metri-40 metri situato a Meisenthal (Moselle). Il suo nome, che significa pietra larga o pietra di frontiera in tedesco, riflette il suo ruolo storico come pilastro di confine. Già nel 1170, le menzioni latine (Breidestain, Breitenstein) attestano la sua esistenza, e i testi del XVII secolo lo designano come Lata Petra, segnando il confine tra i Duchi di Lorena e i Conti di Hanau dal 1606. La pietra porta anche lo scudo Loreno inciso nel 1609, simbolo di questa delimitazione territoriale che continua oggi tra i dipartimenti di Moselle e Bas-Rhin, così come tra i vescovi di Metz e Strasburgo.
Secondo la tradizione orale, questo monolite risale all'epoca dei Druidi, inizialmente servendo come pietra sacrificale o altare pagano. Con la cristianizzazione delle regioni germaniche, fu ribattezzata e ornata nel Settecento (forse nel 1787) di un gruppo scolpito: Cristo sulla Croce, circondato dalla Vergine, da Maria Maddalena e dai dodici Apostoli in rilievo sui suoi quattro lati. Un'iscrizione gotica in tedesco afferma i loro nomi. Alcuni attribuiscono questa beautificazione ad un commerciante di vino di Ingwiller, in ringraziamento per il favore divino. La pietra, classificata come monumento storico nel 1930, incarna così la sovrapposizione di culti, confini e memoria collettiva.
Il Breitenstein era anche un importante luogo di ritrovo. Nel XVI secolo Melanchthon, discepolo di Lutero, predicava la Riforma, convertendo i villaggi vicini al protestantesimo. Fino al XX secolo, ha servito come punto di incontro annuale per gli Zingari, attirando più di duemila persone prima della seconda guerra mondiale. La sua storia riflette la migrazione, i conflitti religiosi e gli scambi culturali in Lorena, dall'alta Germania romana alle tensioni feudali e moderne.
Architettonicamente, la pietra combina elementi preistorici (la sua presunta origine), tracce medievali ( confini transfrontalieri del 1605-1609) e aggiunte barocche (sculture del XVIII). I pilastri circostanti, segnati dagli stemmi di Lorena (Croix) e Hanau (chevrons), sottolineano il suo ruolo nella delimitazione dei territori. Oggi, rimane un simbolo dello stretto storico della regione del Grande Oriente, tra patrimonio celtico, influenza germanica e identità lorenese.