Costruzione di dolmen Néolithique moyen à final (≈ 2770 av. J.-C.)
Periodo stimato di costruzione del monumento funerario.
1862
Ricerca e movimento
Ricerca e movimento 1862 (≈ 1862)
Lo spostamento della pietra durante le indagini archeologiche.
18 janvier 1921
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 18 janvier 1921 (≈ 1921)
Protezione ufficiale della pietra traforata.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dalle perforée de dolmen dit La Pierre-Percée : classificazione per decreto del 18 gennaio 1921
Dati chiave
Pierre Petrequin - Archeologo
Studiò le sepolture megalitiche di Franche-Comté.
Jean-François Piningre - Archeologo
Coautore di studi sui dolmen regionali.
Origine e storia
La pietra traforata di Aroz è un importante vestigio archeologico situato nel villaggio di Aroz, Haute-Saône. Questo monumento, classificato come monumenti storici dal 18 gennaio 1921, corrisponde alla lastra di separazione di un antico dolmen, ora scomparso. Dal Medio al Neolitico Finale, periodo segnato dallo sviluppo dell'agricoltura e dalle prime strutture funerarie collettive. La pietra, alta 1.68 m e larga 1.90 m alla base, ha un foro ovale (0.39 m x 0.30 m) che ha permesso il passaggio del corpo durante le sepolture.
Nel 1862, la pietra fu spostata durante gli scavi archeologici, rivelando manufatti come i flint, l'ascia lucida e i cappotti di ceramica. Questi oggetti, trovati nei campi circostanti, confermano l'uso funebre del sito e la sua appartenenza alla cultura megalitica della regione. La pietra, coperta sui suoi volti, è l'unica vestigia rimanente di un insieme probabilmente composto da un vestibolo e una camera funebre.
La Pietra forata di Aroz condivide somiglianze con altri megaliti locali, come quello di Traves, situato a pochi chilometri di distanza. Questi monumenti illustrano le pratiche rituali e sociali delle comunità neolitiche di Franche-Comté, dove le sepolture collettive hanno svolto un ruolo centrale nella memoria dei gruppi umani. Il loro studio, in particolare da parte di archeologi come Pierre Petrequin e Jean-François Piningre, ci ha permesso di comprendere meglio l'organizzazione spaziale e simbolica di questi siti.
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