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Pigalle - Parigi 9th à Paris 1er dans Paris 9ème

Patrimoine classé
Quartier
Quartier Pigalle - Paris 9ème
Quartier Pigalle - Paris 9ème

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1881
Apertura del Gatto Nero
1885
Invenzione di striptease
1889
Creazione del Moulin Rouge
1910–1930
Età degli inferi
1946
Marthe Richard Atto
Années 1970
Arrivo di negozi di sesso
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Jean-Baptiste Pigalle - Sculptor eponymous Dammi il suo nome.
Aristide Bruant - Canto bohemien Figura del gatto nero e Mirliton.
Maxime Lisbonne - Primo piano Inventore Fondato The Marmite e il Divan giapponese.
Henri de Toulouse-Lautrec - Pittore simbolico Immortalizza il Moulin Rouge e le sue notti.
Coco Gâteau - Trucco storico Bandmaster a La Kermesse.
Joséphine Baker - Artista internazionale Frequente con i cabaret Pigalle.

Origine e storia

Pigalle è un micro-distritto parigino incentrato intorno alla Place Pigalle, che cavalca il 9° e 18° arrondissement. Deve il suo nome allo scultore Jean-Baptiste Pigalle (1714-185) e si estende tra i viali di Clichy e Marguerite-de-Rochechouart, ai piedi della collina di Montmartre. Un importante quartiere turistico, ospita cabaret mitici come il Moulin Rouge, sale da concerto (La Cigale, Le Trianon) e negozi di strumenti musicali, pur mantenendo una reputazione come un quartiere vivace, segnato dalla sua storia di vita notturna e prostituzione organizzata.

L'emergere di Pigalle come un quartiere caldo iniziò nel 1881 con l'apertura del Cat Nero, un cabaret frequentato dal bohemien parigino e Aristide Bruant. Nel 1885 Maxime Lisbon, ritornando dalla deportazione, inventò lo striptease al Divan giapponese. Il Moulin Rouge, inaugurato nel 1889, attira una clientela mondana e artisti come Toulouse-Lautrec o Picasso, mentre i pimp e i teppisti investono il posto (Élysée-Montmartre, Brasserie Graff). Tra il 1910 e il 1930, il quartiere divenne l'epicentro del mondo parigino, con 177 bordelli e 2.000 prostitute, controllate da figure come Coco Gâteau o Tribout.

Gli anni '30-60 segnarono l'età d'oro di Pigalle, dove la tratta (eroina, gioco d'azzardo), gli artisti (Josephine Baker, Hemingway) e la polizia furono associati. La seconda guerra mondiale non interruppe attività clandestine: case chiuse, tripoti e cabaret (Dante, Chapiteau) rimasero aperte sotto l'occupazione. Dopo il 1945, la legge di Martha Richard chiuse i bordelli, spingendo la prostituzione nelle strade o passa gli hotel. Negli anni '70, il quartiere cambiò con l'arrivo di negozi di sesso, cinema pornografici e sale massaggi, mentre i teppisti sbiancavano i loro guadagni.

Oggi, Pigalle mantiene una dualità tra l'arredamento turistico (neon, cabaret, carnevali) e la cultura alternativa. I teatri (Divan du Monde, Boule Noire) e i negozi di musica (boulevard de Clichy) convivono con i resti del suo passato di zolfo. Il quartiere ispira ancora registi (Bob le flambéur, Les Ripoux), musicisti (Georges Ulmer, Bernard Lavilliers) e scrittori (Simenon, Le Breton), testimoniando il suo status di simbolo parigino, tra miti e realtà.

La zona è servita dalla metropolitana (linee 2 e 12 a Pigalle, linea 2 a Blanche o Anversa) e rimane un crocevia culturale. Omaggio come il lungomare Georges-Ulmer (2005) o il lungomare Coccinelle (2016) ricordano la sua storia, mentre spettacoli dal vivo e bar con hostess perpetuano un'atmosfera fantasy di Parigi interlope. Nonostante la sua parziale gentrificazione, Pigalle incarna ancora una forma di resistenza all'assettizzazione della capitale.

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