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Polissoir Pinte de Saint-Martin à Corancez dans l'Eure-et-Loir

Patrimoine classé
Mégalithes
Polissoir
Eure-et-Loir

Polissoir Pinte de Saint-Martin à Corancez

    D150
    28630 Corancez
Polissoir Pinte de Saint-Martin à Corancez
Polissoir Pinte de Saint-Martin à Corancez
Polissoir Pinte de Saint-Martin à Corancez
Polissoir Pinte de Saint-Martin à Corancez
Polissoir Pinte de Saint-Martin à Corancez
Crédit photo : Le Passant - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Periodo di stabilimento
1889
Classificazione monumento storico
1906
SAEL soccorso
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Polissoir dit Pinte de Saint-Martin: classificazione par liste de 1889

Dati chiave

M. Lestrade - Notaio a Prunay-le-Gillon Alertato il SAEL nel 1906
M. Fouju - Membro della SAEL Ha acquisito il polisher per il SAEL
Paul Durand - Archeologo Studiata lucidatura nel 1859
André Nouel - Preistoria Studio di lucidatrici nel 1961

Origine e storia

Il Polissoir Pinte de Saint-Martin, situato a Corancez en Eure-et-Loir, è un monumento megalitico del Neolitico. Ranked un monumento storico dal 1889, si distingue per la sua ciotola centrale, attribuita dalla leggenda all'impronta del cavallo di Saint-Martin. Questa pietra, realizzata in arenaria, misura 5.30 metri per 2.20 metri e ha diversi gruppi di scanalature e ciotole, caratteristici degli strumenti di lucidatura preistorica.

Il polisher si trova a circa 1,5 km a sud del villaggio di Corancez, sulla strada di Vovelles (D 150). La sua posizione, indicata da un palo indicatore, è facilmente raggiungibile dalla strada. La proprietà del monumento appartiene alla Società Archeologica di Eure-et-Loir (SAEL), che lo acquisì nel 1906 per preservarlo dalla distruzione. L'acquisizione è stata resa possibile dall'intervento del signor Lestrade, notaio di Prunay-le-Gillon, e del signor Fouju, membro del SAEL.

Questo monumento riflette le pratiche neolitiche legate alla lucidatura di utensili in pietra. La leggenda locale che combina la ciotola con Saint-Martin riflette una tradizione orale che cerca di spiegare le tracce naturali o umane di megaliti. Il polisher, sebbene classificato nel 1889, quasi scomparso prima di essere salvato dall'impegno degli archeologi locali.

Le grandi dimensioni della lastra (5,30 m x 2,20 m) e la presenza di scanalature suggeriscono un uso collettivo o prolungato. Studi archeologici, come quelli condotti da André Nouel nel 1961, evidenziano l'importanza dei lucidatori nella regione, soprattutto in Eure-et-Loir, per comprendere le tecniche di dimensione e lucidatura degli strumenti neolitici.

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