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Pont de Quézac à Quézac en Lozère

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Pont
Lozère

Pont de Quézac

    Village
    48320 Gorges du Tarn Causses
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Pont de Quézac
Crédit photo : Ancalagon - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
vers 1350
Inizio costruzione
2 mai 1395
Bolla papale di Benedetto XIII
1450
Conclusione del lavoro
1626, 1657
Collassi parziali
1705
Inondazione distruttiva
1738
Ricostruzione finale
27 août 1931
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Ponte: per ordine del 27 agosto 1931

Dati chiave

Urbain V - Papa e sponsor Costruzione terminata intorno al 1350.
Benoît XIII - Papa Lanciato una bolla per raccogliere fondi (1395).
Pélissier de Mazieu - Responsabile della fabbrica Gestito le missioni nel 1450.
Silvestre de Crusy de Marcillac - Vescovo di Mende Superato la ricostruzione nel 1633.
Jean de Larnac - Ingegnere della diocesi Prodotta una citazione nel 1725.
De Clapier - Ingegnere provinciale Ricostruito il ponte (1726-1738).

Origine e storia

Il ponte di Quézac, situato nelle Gole del Tarn, fu avviato intorno al 1350 sotto l'impulso di Papa Urbano V, dalla regione. Il suo scopo era quello di facilitare l'accesso al collegio di Quézac e alla Vergine Nera, attirando pellegrini. Il finanziamento iniziale proveniva dal papa, ma il lavoro, rallentato, richiedeva richieste di donazioni tramite bolle papali, come quello di Benedetto XIII nel 1395. La costruzione si concluse nel XV secolo, dopo decenni di missioni e contributi locali.

Nel XVII secolo, il ponte subì diversi collassi parziali: la seconda volta crollò nel 1626, ricostruita nel 1633, poi ancora nel 1657, prima di una riparazione nel 1659. I piatti degli abitanti di Quézac negli stati di Gevaudan, nel 1689 e nel 1691, testimoniano il suo stato degradato. Un'alluvione nel 1705 ha gravemente danneggiato la struttura, con conseguente riparazione senza successo fino al 1725, segnata da incidenti e cause contro imprenditori falliti.

La ricostruzione definitiva fu effettuata dall'ingegnere provinciale De Clapier tra il 1726 e il 1738, con fondazioni ancorate nella roccia. Una cappella dedicata a San Giuseppe, ormai scomparsa, fu aggiunta nel 1739 sul terzo palo. Il ponte, classificato come monumento storico nel 1931, si distingue per i suoi sei archi al centro della collera e delle fore-beek triangolari, riflettendo la sua architettura medievale adattata alle inondazioni del Tarn.

La sua prima vocazione, legata al pellegrinaggio alla Vergine Nera di Quézac, lo ha reso un lavoro strategico per la devozione locale. Gli archivi menzionano le indulgenze concesse nel XIV secolo per finanziare la sua costruzione, sottolineando la sua importanza religiosa e comunitaria. Le riparazioni di successo illustrano anche le sfide tecniche poste dalle inondazioni ricorrenti del Tarn, un fiume con flussi imprevedibili.

Oggi, il Ponte Quézac rimane una notevole testimonianza di ingegneria medievale e moderna, mescolando la storia religiosa, le tecniche di costruzione evolutiva e la resilienza agli elementi naturali. La sua classificazione nel 1931 dedica il suo valore di patrimonio, sia per il suo ruolo storico che per la sua architettura caratteristica dei ponti Gevaudan.

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