Costruzione iniziale XVIIe siècle (≈ 1750)
Periodo di presunta creazione del calvario.
Première moitié du XIXe siècle
Restauro o eventuale allocazione
Restauro o eventuale allocazione Première moitié du XIXe siècle (≈ 1925)
Menzione dei fratelli Cabedoche e lettera *B*.
29 mars 1935
Monumento storico
Monumento storico 29 mars 1935 (≈ 1935)
Registrazione ufficiale per monumenti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Calvaire de Port-Arthur (XB non cadastre): registrazione per ordine del 29 marzo 1935
Dati chiave
Frères Cabedoche - Attesi artigiani
Attribuzione possibile per lavori del XIX secolo.
Origine e storia
L'Orvaire de Port-Arthur è un monumento religioso situato a Port-Arthur nel comune di Pluméliau (Morbihan, Bretagna). Datato nel XVII secolo, si distingue per la sua architettura a forma di altare, decorata con motivi intagliati come gli angeli, un agnello che simboleggia Cristo, e le mine – emblemi della Bretagna. La botte, trattata nella colonna corinzio, sostiene una croce trinitaria che rappresenta Cristo tra la Vergine e San Giovanni, sormontata da Dio Padre e dallo Spirito Santo sotto forma di colomba. Questo calvario illustra l'arte sacra bretone dei tempi moderni, mescolando simbolismo religioso ed elementi locali.
Classificato monumento storico dal 29 marzo 1935, il Calvario fu spostato dopo la sua protezione, come evidenziato dagli archivi fotografici degli anni '50. La sua base curva, decorata con grappoli di uva e teste di angelot, così come il suo nodo ornato di cuori rovesciati, riflettono una precisa artigianalità. Un'iscrizione parziale (lettera B) suggerisce una possibile attribuzione ai fratelli Cabedoche, artigiani attivi nella regione nel XIX secolo, anche se la datazione iniziale rimane il XVII secolo. La sua attuale posizione, ai margini di un antico sentiero tra Baud e Pontivy, mette in evidenza il suo ruolo storico come punto di riferimento spirituale e culturale.
La struttura combina elementi architettonici classici (colonna corintica, volutes) e simboli cristiani (agnello con sette foche, cordone francescano), tipici dei calvari bretoni. La menzione della prima metà del XIX secolo per alcune fonti potrebbe indicare un restauro o una successiva rilettura, ma il lavoro originale risale al XVII secolo. La proprietà comunitaria e la sua accessibilità lo rendono un patrimonio vivente, legato alla storia locale e alle pratiche religiose passate.
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