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Habitat preistorico noto come Abri Laborde o Abri de Baume Vallée à Solignac-sur-Loire en Haute-Loire

Haute-Loire

Habitat preistorico noto come Abri Laborde o Abri de Baume Vallée


    43370 Solignac-sur-Loire

Timeline

Paléolithique
Mésolithique
Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1505000 av. J.-C.
1504900 av. J.-C.
0
1900
2000
Paléolithique moyen et supérieur
Periodo di occupazione
Hiver 1963-1964
Inizio degli scavi
1966 à 1973
Ricerche pianificate
5 janvier 1989
Registrazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Habitat Preistorico (Box D2,698): Registrazione per ordine del 5 gennaio 1989

Dati chiave

A. Laborde - Archeologo Iniziatore di scavi nel 1963-1964.
A. Quinqueton - Collaboratore archeologico Partecipazione agli scavi dal 1966 al 1973.
Jean-Pierre Daugas - Ricercatore Autore di studi sul sito (1977).
Jean-Paul Raynal - Ricercatore Coautore degli studi sul sito (1977).

Origine e storia

Laborde, noto anche come rifugio Baume Vallée, è un importante sito preistorico sulla riva sinistra del fiume Ourzie, un affluente del fiume Loira, a Solignac-sur-Loire (Haute-Loire). Situato a 870 metri sul livello del mare in un ambiente di montagna medio, si trova a 400 metri a valle della cascata di Baume. Questo quadro geologico ha favorito la sua occupazione da parte dei gruppi umani durante la Preistoria, soprattutto per le fermate di caccia stagionali.

Gli scavi archeologici, avviati da A. Laborde durante l'inverno del 1963-1964, rivelarono cinque fasi dell'occupazione bostariana (Medium Paleolitico), segnate da installazioni temporanee e brevi. Dal 1966 in poi, campagne sistematiche, realizzate in collaborazione con A. Quinqueton fino al 1973, permisero lo studio di un'industria litica dominata dal metodo Levallois, con una marcata sfaccettatura e un flusso laminare minoritario. Questi elementi suggeriscono attività specializzate, probabilmente legate alla caccia.

Il sito è stato elencato come monumenti storici per ordine del 5 gennaio 1989, riconoscendo così il suo valore di patrimonio. Studi successivi, come quelli pubblicati da Jean-Pierre Daugas e Jean-Paul Raynal (1977), hanno contribuito a documentare la sua importanza nel contesto quaternario del Velay. Il rifugio illustra i modi di vita di Neanderthals in Auvergne-Rhône-Alpes, in un territorio segnato da risorse naturali sfruttate su base ciclica.

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