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Gisement preistorico Bouffia Bonneval a La Chapelle-Saint-Géraud en Corrèze

Patrimoine classé
Sépultures néolithiques
Grotte préhistorique
Corrèze

Gisement preistorico Bouffia Bonneval a La Chapelle-Saint-Géraud

    Le Bourg
    19430 La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Gisement préhistorique Bouffia Bonneval à La Chapelle-Saint-Géraud
Crédit photo : 120 / V. Mourre - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1908
Scoperta dello scheletro di Neanderthal
1911
Studio di Marcellin Boule
1981
Monumento storico
1984-1985
Rivalutazione di Jean-Louis Heim
2025
Apertura del museo dedicato
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Analisi preistorica Bouffia Bonneval (causa AC 44): registrazione per ordine dell'11 marzo 1981

Dati chiave

Amédée, Jean et Paul Bouyssonie - Scoperti scheletrici Gli archeologi che hanno cercato la grotta.
Marcellin Boule - Paleoantropologo Autore del primo studio scheletrico.
Jean-Louis Heim - Paleoantropologo Rivisto le conclusioni di Boule.
Émile Cartailhac - Preistoria Consultato dopo la scoperta nel 1908.
Henri Breuil - Preistoria L'esperto ha chiesto di analizzare la ricerca.

Origine e storia

Il deposito preistorico Bouffia Bonneval, situato a La Chapelle-aux-Saints en Corrèze, è un sito chiave del Paleolitico medio. È conosciuto in tutto il mondo per la scoperta nel 1908 dello scheletro Neandertal "La Chapelle-aux-Saints 1", uno dei più completi mai trovati in Francia. Questo esemplare, datato circa 60.000 anni, fu riesumato dai fratelli Bouyssonia in una piccola grotta, rivelando una sepoltura intenzionale, una delle più antiche d'Europa.

La scoperta è stata fatta durante gli scavi condotti da Amédée, Jean e Paul Bouyssonie, che hanno identificato una tomba contenente un individuo in una posizione fetale, accompagnato da strumenti di musstero e resti di fauna selvatica (bison, renna). Lo scheletro, studiato da Marcellin Boule, fu originariamente interpretato come quello di un essere primitivo e curvo, una visione successivamente revisionata da analisi che mostravano una postura simile a quella degli esseri umani moderni.

Gli strumenti flint presenti sul sito provengono da depositi distanti (fino a 100 km), attestando i movimenti dei Neandertaliani tra Quercy e Périgord. La fauna associata (mammouths, rinoceronte lana) rivela un clima freddo e asciutto, tipico di una steppa artica. Lo scheletro, segnato da gravi artrite e traumi, suggerisce una lunga sopravvivenza nonostante le disabilità, alimentando il dibattito sull'altruismo neanderthal.

Il sito, classificato come monumento storico nel 1981, fa ora parte del museo "Néandertal, l'uomo di La Chapelle-aux-Saints". Gli scavi e gli studi successivi (in particolare di Jean-Louis Heim nel 1984) hanno permesso la rivalutazione dell'anatomia e dello stile di vita dei Neandertaliani, confermando l'importanza scientifica del deposito per comprendere questa specie estinta.

Le controversie persistono sull'intenzione della sepoltura. Alcuni studi (come Rendu et al. 2013) sostengono una sepoltura deliberata, mentre altri (Dibble et al., 2015) sfidano questa interpretazione. Il sito rimane un simbolo dei dibattiti sull'umanità di Neanderthals, tra comportamento culturale e adattamenti biologici.

Collegamenti esterni