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Presbiterio à Die dans la Drôme

Drôme

Presbiterio

    10 Rue Saint-Vincent
    26150 Die
Crédit photo : PhLabor - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1767
Produzione del Salone cinese
2e moitié du XVIIIe siècle
Costruzione o ristrutturazione
9 juin 2005
Protezione della lounge cinese
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il salone cinese al piano terra (Box AV 336): registrazione per ordine del 9 giugno 2005

Dati chiave

Louis Farjon - Pittore Autore delle serie del salone cinese nel 1767.

Origine e storia

Il presbiterio di Die occupa una casa rinascimentale profondamente trasformata nel XVIII e XIX secolo. Il suo elemento più notevole è il salone cinese, situato al piano terra, le cui pareti e volte sono coperte con decorazioni dipinte e legno. Questi affreschi, realizzati nel 1767, rappresentano paesaggi dell'Ardèche e del Diois, così come allegorie delle stagioni incarnate dagli Amorei. I pannelli inferiori presentano otto personaggi (quattro uomini e quattro donne) in cartucce, mentre le scene superiori raffigurano porti, montagne e valli, incorniciati da motivi stilizzati. Una tempesta adorna il guscio destro del muro sud.

La decorazione è attribuita al pittore Louis Farjon, il cui nome e data sono attestati da un'iscrizione nel soggiorno. Quest'ultimo, classificato come Monumento Storico dal 2005, illustra l'influenza di stili esotici e rococò nella regione in quel momento. La casa, di proprietà dell'associazione diocesana, conserva così una rara testimonianza artistica, mescolando il patrimonio rinascimentale e le creazioni del XVIII secolo.

La posizione del presbiterio a 9 rue Saint-Vincent corrisponde ad una zona storica di Die, anche se la precisione cartografica è considerata povera (livello 5/10). L'edificio, parzialmente protetto, solleva la questione della sua accessibilità al pubblico, senza le fonti che specificano se è aperto a visitare, affittato per eventi, o convertito in camere per gli ospiti.

I presbiteri, nel XVIII secolo a Dauphiné (oggi parte di Auvergne-Rhône-Alpes), hanno svolto un ruolo centrale nella vita religiosa e sociale delle piccole città. Hanno ospitato il parroco e spesso servito come luogo di incontro per gli affari parrocchiali. Die, allora città episcopale, godeva di una posizione strategica tra le valli alpine e la pianura del Rodano, promuovendo scambi culturali e artistici. Le decorazioni interne, come quella del salone cinese, riflettevano i gusti delle élite locali, segnate dall'apertura alle influenze europee (chinoiserie, paesaggi idealizzati).

Il periodo coincide con la crescita delle arti decorative nelle residenze ecclesiastiche, spesso finanziate da patroni o comunità religiose. I pittori locali, come Farjon, hanno risposto alla crescente domanda di interni raffinati, adattandosi ai vincoli dei vecchi edifici. Queste realizzazioni, ora protette, forniscono informazioni sulle reti artistiche provinciali e sulle aspirazioni estetiche del Vecchio Regime.

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