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Priorato di Sainte-Victoire à Vauvenargues dans les Bouches-du-Rhône

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Prieuré
Bouches-du-Rhône

Priorato di Sainte-Victoire

    D17
    13126 Vauvenargues
Proprietà di un'associazione
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Prieuré de Sainte-Victoire
Crédit photo : Maxéco - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1654
Installazione di Abbé Aubert
1657-1661
Costruzione della cappella
1665
Fondazione ufficiale
1663-1670
Principali sviluppi
1955
Istituzione dell'associazione
1978
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cappella; La facciata principale dell'edificio (Box C 625, 626): ingresso per ordine del 7 settembre 1978

Dati chiave

Jean Aubert - Abate e fondatore Iniziatore del priorato, carismatico eremita.
Honoré Lambert - Sponsor e donatore Finanzia il lavoro nel ringraziare per una guarigione.
Jérôme Grimaldi-Cavalleroni - Arcivescovo di Aix Omologo della fondazione nel 1665.
Henri Imoucha - Fondatore dell'associazione Iniziarono i restauri nel 1955.
Fabienne Verdier - Artista pittore Creati opere ispirate al Brèche-des-Moines (2018).

Origine e storia

Il Priory Sainte-Victoire è un complesso monastico situato a 900 m sul livello del mare sulla montagna Sainte-Victoire a Vauvenargues (Bouches-du-Rhône). Costruito tra il 1657 e il 1670, comprende una cappella, un edificio convento, una esplanade e una spettacolare breccia scavata nella scogliera, le Breche-des-Moines. I materiali provengono dalle cave locali di Bibémus, e l'ensemble illustra l'architettura religiosa provenzale del Grande Secolo. La cappella Notre-Dame-de-Victoire e la facciata dei monaci sono stati classificati come monumenti storici dal 1978.

La fondazione del priorato era legata ad Abbé Jean Aubert, eremita carismatica che attrasse fedeli già nel 1654. Con il finanziamento di Honoré Lambert, un borghese miracolosamente guarito, trasformò un ex eremo in un priorato rurale, approvato nel 1665 dall'Arcivescovo di Aix, Jérôme Grimaldi-Cavalleroni. Il sito, luogo di pellegrinaggio dal XIII secolo, cadde in rovina nel XIX secolo prima di essere restaurato dal 1955 dall'associazione Les Amis de Sainte-Victoire, fondata da Henri Imoucha.

La storia del priorato riflette la sua evoluzione da un luogo di devozione a un simbolo culturale e identità. Nel 17 ° secolo, incarna la pietà barocca provenzale, con arrangiamenti audaci come il Brèche-des-Moines, scavato con polvere per illuminare il sito. Nel XX secolo, il suo restauro da parte dei volontari lo rese un rifugio per gli escursionisti e uno storico alto posto, celebrato da artisti come Fabienne Verdier. Oggi, l'associazione di gestione combina la conservazione, la ricezione e l'animazione, pur mantenendo il suo uso religioso occasionale.

Le costruzioni principali includono il portico d'ingresso (1670), in pietra di Bibémus, e la cappella Notre-Dame-de-Victoire (1657-1661), in un campanile di 10 m. L'edificio dei monaci, ora rifugio, ha una facciata classica con baie simmetriche. Il serbatoio (1662) e l'esplanade (1663) completano il tutto, mentre le rovine della cappella iniziale (XIII secolo) rimangono vicino all'aven. Queste sono le prove di un'occupazione continua, tra spiritualità e adattamento all'ambiente montano.

Il priorato è accessibile solo a piedi, attraverso sentieri come il GR9 o il percorso Imoucha. Accesso gratuito durante tutto l'anno, può essere temporaneamente chiuso per il fuoco o il lavoro. Dal 1971 è membro dell'Associazione Les Amis de Sainte-Victoire, riconosciuta come interesse generale nel 2013. Garantisce la sua conservazione, organizza celebrazioni e promuove la montagna come spazio culturale, lontano dalla sua originale vocazione strettamente religiosa.

Nel 2018, l'artista Fabienne Verdier ha creato due diptych ispirati al Brèche-des-Moines, poi esposto al Granet Museum. Questo evento illustra la dimensione contemporanea del sito, tra memoria storica e creazione artistica. Le pubblicazioni di Jean Cathala e Marc Leinekugel documentano la sua storia, mentre i geologi come Paul Courbon studiano la sua eccezionale ambientazione naturale.

Collegamenti esterni