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Priorato di Saint-Venant à Luynes en Indre-et-Loire

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Prieuré
Indre-et-Loire

Priorato di Saint-Venant

    Le Bourg
    37230 Luynes
Proprietà privata
Prieuré de Saint-Venant
Prieuré de Saint-Venant
Prieuré de Saint-Venant
Prieuré de Saint-Venant
Crédit photo : Yricordel - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
600
700
1700
1800
1900
2000
VIe siècle
Prima menzione di priorato
1784
Pubblicazione dei disegni di Beaumesnil
1948
Monumento storico
2002
Rivalutazione di antichi resti
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Totalità dei resti dell'ex chiesa priorale e delle rovine della villa gallo-romana; serbatoio con porta del XV secolo: iscrizione per decreto del 22 maggio 1948

Dati chiave

Grégoire de Tours - Istorico e vescovo Menzione del priorato nel sesto secolo.
Pierre Beaumesnil - Redazione e attore Documentare le rovine nel 1784.

Origine e storia

Il priorato di Saint-Venant, situato a Luynes in Indre-et-Loire, ha le sue origini dal VI secolo, come sottolinea Grégoire de Tours, che evoca un priorato costruito vicino a antiche rovine. Questi resti gallo-romani, originariamente interpretati come una castella inferiore dell'Impero per controllare la valle della Loira, sono stati rivalutati nel 2002: la loro funzione difensiva è ora contestata, e il loro layout su una terrazza artificiale suggerisce un'occupazione più complessa, con murature prima del Basso Impero. Recenti scavi e studi evidenziano la mancanza di prove di una fortificazione sul lato nord, mettendo in discussione l'ipotesi di un forte.

La chiesa priorale, dipendente dall'abbazia di Marmoutier fino al XVII secolo, presenta una navata unica di cui rimangono due baie a volta di testate rinate nel XV secolo, poggiando su supporti del XIII secolo. Il coro, demolito alla Rivoluzione, testimonia le trasformazioni legate al suo successivo uso del vino. La casa priorale del XV secolo fu restaurata all'inizio del XX secolo con fantastiche aggiunte. Una cisterna, una volta considerata antica, è stata profondamente ridisegnata; la sua connessione ad un ipotetico acquedotto rimane incerta, la sua bassa impiantazione escludendo un uso non locale.

Il sito, classificato come Monumento Storico nel 1948, conserva resti della villa gallo-romana, tra cui mura di massa in piccoli apparati e tracce di lavori di terra. I disegni di Pierre Beaumesnil (1784) documentano queste rovine prima della loro reinterpretazione moderna. Dopo la Rivoluzione, il priorato, che divenne proprietà privata, fu convertito in camere, mescolando il patrimonio medievale e antiche tracce in un ambiente conservato.

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