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Carcere di Saint-Michel a Tolosa à Toulouse en Haute-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Prison
Haute-Garonne

Carcere di Saint-Michel a Tolosa

    18bis Grande-Rue Saint-Michel
    31000 Toulouse
Crédit photo : Albert Jouvin de Rochefort - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1855
Design di Esquié
1861-1869
Costruzione di una prigione
1872
Apertura ai detenuti
1943
Esecuzione di Marcel Langer
19 août 1944
Rilasciare le donne
2003
Chiusura finale
2011
Classificazione parziale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Remnants of the Barbacan (cad. 816AB 350): iscrizione per ordine del 29 novembre 1993

Dati chiave

Jacques-Jean Esquié - Architetto del Dipartimento Designer della prigione nel 1855.
André Malraux - Scrittore e resistente Incarcerato e poi rilasciato nel 1944.
Marcel Langer - FTP-MOI resistente Guillotiné nel 1943 in prigione.
Jean-Pierre Vernant - Resistente e organizzatore Orchestra la fuga di Malraux.
Cyprien Elix - Ex fuggito prigioniero Scopri le ossa nel 1978.
Monique Dellatre-Attia - Ragazza mancante resistente Avviare l'indagine ossea.

Origine e storia

La prigione di Saint-Michel, situata a 18 bis de la Grande-rue Saint-Michel a Tolosa, fu progettata nel 1855 dall'architetto dipartimentale Jacques-Jean Esquié sotto Napoleone III. Sponsorizzato come "casa di arresto, giustizia e correzione per gli uomini", sostituisce l'infrastruttura obsoleta e incarna l'ammodernamento dei sistemi carcerari del Secondo Impero. Il contesto storico della sua costruzione fa parte di un periodo di riforme carcerarie in Francia, ispirato al modello di Filadelfia.

Questo sistema sostiene l'isolamento dei prigionieri per promuovere la loro modifica, integrando per il tempo standard igienici innovativi, come la ventilazione e il riscaldamento centralizzato, rari nelle case di Tolosa. Il lavoro, effettuato dal 1861 al 1869 a un costo di 800.000 franchi, trasforma una vecchia strada per Narbona in un complesso carcerario, incentrato su un rotunda. Originariamente pianificato per 400 prigionieri, la prigione si aprì nel 1872, dopo aver servito come ospedale durante la guerra franco-prussiana del 1870-1871.

La prigione di Saint-Michel divenne un luogo emblematico della Resistenza durante la seconda guerra mondiale. Figure come André Malraux, imprigionato sotto il nome del colonnello Berger, o Marcel Langer, ghigliottinato nel 1943, segnano la storia lì. Il 19 agosto 1944, le donne di Tolosa rilasciarono i prigionieri, un episodio chiave della Liberazione.

Dopo il 2000, la prigione fu gradualmente dismessa a favore degli insediamenti di Seysses e Muret. Nel 2011, il suo castelet e la sua corte furono classificati come monumenti storici, ma il suo futuro rimase incerto. Sono previsti progetti di riabilitazione, tra polemiche sulla protezione parziale e questioni urbane.

L'architettura della prigione, combinando mattoni rossi e stile neo-medievale, mira a impressionare nascondendo condizioni relativamente moderne per l'epoca. I suoi rami a cinque stelle, tipici delle prigioni del XIX secolo, lo rendono una testimonianza unica della storia della prigione francese. La scoperta nel 1978 di ossa calcinate in sotterraneo, attribuite all'occupazione tedesca, aggiunge una dimensione misteriosa e tragica alla sua storia.

Queste vestigia, mai ufficialmente esperta, alimentano ricordi e dibattiti locali sulla conservazione di questo luogo simbolico. Oggi, la prigione di Saint-Michel è una questione importante per Tolosa. Tra memoria della Resistenza, notevole architettura e potenziale turistico, la sua riabilitazione provoca negoziati tra stato, città e associazioni, a un costo stimato di 40 milioni di euro.

La sua iscrizione parziale ai monumenti storici nel 2011 protegge solo 2.000 m2 del totale di 19,400 m2, lasciando la rotunda e i suoi rami vulnerabili. Le mobilitazioni e le petizioni dei cittadini richiedono una protezione completa, sottolineando il suo ruolo nella storia sociale e politica della regione. Infine, la prigione ispira artisti e fotografi, come Dominique Delpoux o Frédérique Gaillard, che catturano la sua atmosfera prima della sua chiusura.

Queste opere, esposte a Tolosa e altrove, perpetuano la memoria visiva di un luogo dove la storia della prigione, la resistenza e il patrimonio architettonico si intersecano.

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