Progetto iniziale 1712 (≈ 1712)
Prima menzione del progetto ponte.
1797
Costruzione del ponte
Costruzione del ponte 1797 (≈ 1797)
Diretto da Antonio Bensa per Évisa.
1824
Rappresentanza storica
Rappresentanza storica 1824 (≈ 1824)
Stampa di Engelmann che mostra il ponte intatto.
26 juin 1990
Monumento storico
Monumento storico 26 juin 1990 (≈ 1990)
Protezione ufficiale del ponte.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Pont de Zaglia (cad. non cadastre): classificazione per decreto del 26 giugno 1990
Dati chiave
Antonio Bensa - Master Mason Genoese
Bridge builder nel 1797.
Origine e storia
Il ponte Zaglia, situato nella gola di Spelunca tra Ota ed Évisa in Corsica del Sud, fu costruito nel 1797 dal maestro genovese Antonio Bensa. Questo ponte a un arco, tipico dell'architettura genovese, è stato comandato dalla comunità di Évisa per facilitare il movimento dei pastori e degli abitanti transumani che crescono terra nella regione di Sia. La sua costruzione, finanziata in parte dalla fraternità dei penitenti di Sant'Antonio Abbé e del Rosario, durò circa uno o due anni, con tecniche adattate ai vincoli del torrente Tavulella.
Il Ponte Zaglia, classificato come monumento storico nel 1990, illustra l'ingegno dei ponti genovesi: un unico arco che abbraccia il corso d'acqua, abutmenti ancorati nella roccia, e un grembiule d'asino. Fa parte di una mulattiera che collega Évisa a Ota, integrata con il sentiero Tra Mare e Monti. Questo percorso, segnato da 25 pannelli esplicativi, mette in risalto la fauna, la flora e le tecniche di costruzione tradizionali come la pietra secca o "asino di passo".
Il ponte rappresenta le strutture genovesi in Corsica, progettate per resistere alle inondazioni stagionali e ai carichi pesanti. Il suo imponente arco permette di attraversare il flusso torrenziale del Tavulella, alimentato dalle acque dell'Aïtone. Il sito, ricco di biodiversità, ospita specie vegetali come il pino laricio o l'arboso, e una fauna adattata ad ambienti rocciosi, come la Salamandra Corsica o il martinetto bianco. Il ponte, ora in cattive condizioni, è presto da ristrutturare.
Il contratto di costruzione del 1797, tenutosi presso l'Archivio Dipartimento di Corse-du-Sud, afferma che Antonio Bensa ha ricevuto 130 grandi ecu dalla Francia e un aiuto al lavoro per svolgere il lavoro. Una stampa di Engelmann datata 1824 mostra il ponte con il suo parapetto originale e un edicolo che ospita la statua di un santo patrono, ora mancante. Questo ponte, di proprietà del comune di Évisa, rimane una testimonianza importante della strada e del patrimonio architettonico della Corsica.
Le gole di Spelunca, dove si trova il ponte, formano un paesaggio spettacolare dominato da rocce vertiginose, come quello di U Castellu, dove un castello di Leca sarebbe esistito distrutto nel XVII secolo secondo la leggenda locale. Il sentiero, raggiungibile dalla Route D84, offre una passeggiata culturale e naturale, con possibili fermate per nuotare nelle acque traslucide del fiume. Il Ponte di Zaglia, con il Ponte di Pianella (15 ° secolo) situato a valle, illustra l'importanza delle infrastrutture genovesi nella pianificazione del territorio corso.
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