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Crucuno Quadrilatero à Plouharnel dans le Morbihan

Morbihan

Crucuno Quadrilatero

    35 Crucuno
    56340 Plouharnel
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Quadrilatère de Crucuno
Crédit photo : calaeco - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione iniziale
1832
Prima indagine nota
1883
Restauro controverso
1889
Classificazione monumento storico
1973
Scoperta delle lastre centrali
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Quadrilatère de Crucuno (Box B 192): classificazione per lista 1889

Dati chiave

M. Vicars - Archeologo Autore della prima indagine nel 1832.
Félix Gaillard - Operatore ristorante del sito Modificata la forma nel 1883.
A. Thom - Ricercatore Segnale delle lastre centrali nel 1973.

Origine e storia

Il Quadrilatero Crucuno, noto anche come Cromlech Crucuno, è un monumento megalitico situato nel villaggio di Crucuno, a Plouharnel, Morbihan. Datato dal neolitico, viene spesso presentato come osservatorio astronomico, anche se questa interpretazione si basa su un controverso restauro effettuato nel 1883 da Félix Gaillard. Quest'ultimo modificò la disposizione delle pietre per dare loro una forma rettangolare perfetta, orientata secondo i punti cardinali e il solstizio, mentre le indagini precedenti suggerirono una configurazione più complessa e estesa.

La prima indagine nota del sito, effettuata nel 1832 dal signor Vicars, menziona 36 monoliti organizzati in 7 code. Nel 1847, Cayot-Delandre descrisse un gruppo di menhir disposti in maniera confusa, mentre un piano del 1883, dopo la restaurazione, mostrava 22 pietre senza un elemento centrale. Nel 1973, due lastre centrali, rivelate dall'erosione, furono riportate da A. Thom. Queste variazioni evidenziano le trasformazioni del sito, la cui area originale era probabilmente quattro volte più grande, con circa cinquanta monolite.

Nel 1889, il Crucuno quadrilatero illustra i dibattiti sulle interpretazioni archeologiche. Le teorie astronomiche avanzate dal XIX secolo si basano su un restauro criticato, mettendo in discussione la loro validità scientifica. I registri pre-1883, come le indagini catastrali, indicano che il sito aveva una forma trapezoidale o irregolare, lontano dal rettangolo corrente. Questa complessa storia lo rende un esempio importante delle sfide della conservazione del patrimonio megalitico.

Collegamenti esterni