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Quattro Tumuli di Tusson en Charente

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Tumulus
Charente

Quattro Tumuli di Tusson

    Le Vieux Breuil
    16140 Tusson
Quatre Tumulis de Tusson
Quatre Tumulis de Tusson
Quatre Tumulis de Tusson
Quatre Tumulis de Tusson
Quatre Tumulis de Tusson

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Periodo di costruzione
1883
Segnala un quinto tumulo
21 juin 1960
Protezione del Big Dognon
19 octobre 1960
Protezione del tumulo della giustizia
8 janvier 1962
Protezione della vecchia Breuil
13 septembre 2012
Protezione del Petit Dognon
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato Il testo sorgente non menziona attori storici legati al tumuli.

Origine e storia

I tumuli di Tusson formano un insieme di quattro monumenti funerari preistorici situati sull'altopiano a est del villaggio di Tusson, nel dipartimento di Charente. Queste strutture ovali, allineate su un asse sud-ovest/nord-est e a circa 200 metri di distanza, sono tra le più grandi d'Europa. Essi portano i nomi del tumulo di giustizia, Petit Dognon, Gros Dognon e Vieux Breuil, e non sono mai stati oggetto di scavi archeologici. Le loro dimensioni variano: il Big Dognon, trapezoidale, è lungo 138 metri per un'altezza di 10 metri, mentre il Little Dognon (57,40 m) è stato tagliato da una strada. Un quinto tumulo, il Magnou, ventrato e più piccolo, si trova a 600 metri a sud-ovest.

Questi tumuli sono stati gradualmente protetti come monumenti storici: il Gros Dognon nel 1960, seguito dal tumulo di giustizia nello stesso anno, poi il vecchio Breuil nel 1962 e infine il Petit Dognon nel 2012. La loro datazione risale al periodo neolitico, segnato dalla nascita di strutture funerarie collettive in Europa. Un quinto tumulo circolare, riportato nel 1883 ma ora estinto, una volta completato questo insieme. Fonti menzionano anche riferimenti bibliografici, come le opere di Roger Joussaume o Jean-Sébastien Pourtaud, che collocano questi monumenti nel contesto più ampio del megalitismo del Centro Ovest.

L'allineamento e la dimensione eccezionale di questi tumuli suggeriscono un'organizzazione sociale complessa e un desiderio di fare un segno duraturo sul paesaggio. La loro conservazione, nonostante l'assenza di scavi, li rende testimoni unici delle pratiche funerarie neolitiche. La posizione di Charente, una regione ricca di siti megalitici, rafforza il loro interesse archeologico. Le descrizioni disponibili evidenziano la loro visibilità dall'orizzonte, rafforzando la loro dimensione simbolica e commemorativa per le popolazioni antiche.

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