Incontri dello strato azile 10 000 - 9 000 av. J.-C. (≈ 0)
Utensili in pietra e ossa datate carbonio 14
19 février 1979
Monumento storico
Monumento storico 19 février 1979 (≈ 1979)
Protezione ufficiale del rifugio sotto la roccia
1970 - 1990
Periodo di ricerca principale
Periodo di ricerca principale 1970 - 1990 (≈ 1980)
Grandi campagne archeologiche sul sito
Juillet 2019
Inaugurazione dello spazio didattico
Inaugurazione dello spazio didattico Juillet 2019 (≈ 2019)
Apertura al pubblico di un viaggio interpretativo
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Rifugio di roccia chiamato Chiesa Vecchia (cad. A 674): classificazione per decreto del 19 febbraio 1979
Dati chiave
Henri-Georges Naton - Geoarchaeo
Autore degli studi sul sito (2000)
Pierre Bintz - Archeologo
Capo degli scavi e delle pubblicazioni
Claude Olive - Preistoria
Contributo ai primi risultati (1984)
Origine e storia
Il rifugio sub-rock della Chiesa Vecchia, situato a La Balme-de-Thuy in Haute-Savoie, è un sito archeologico eccezionale i cui livelli stratigrafici vanno dal Paleolitico superiore al Medioevo. Stunned principalmente tra il 1970 e il 1990, offre una panoramica dell'insediamento umano nelle valli alpine dopo il ritiro dei ghiacciai Wurmian. La sua posizione, a 620 m sul livello del mare su una scogliera urbana a sud, lo rende un luogo strategico per i cacciatori-collegatori preistorici.
Gli strati più profondi (livello 9 e 8) rivelano tracce di consumo di marmotte, cervi e lepri, attestando una sosta di cacciatori. Strata 7, datata tra i 10.000 e i 9.000 anni prima del presente dal carbonio 14, è attribuita agli Azilien e contiene strumenti in pietra (gratters, slats, punte) e ossa di ibex, cervo e trota. Layer 6, associato al Mesolitico Saverriano, offre oggetti in legno di cervo e strumenti litici, illustrando l'evoluzione delle tecniche di sussistenza.
Monumento storico nel 1979, il rifugio si estende su 600 m2 (40 m di lunghezza e 14 m di profondità). Uno spazio educativo, inaugurato nel 2019, espone alcuni manufatti scoperti, mentre altri sono conservati presso il Museo Nazionale di Thônes. Il sito testimonia così la transizione tra il nomadismo e la sedentarizzazione nei Prealpi calcarei del massiccio di Bornes-Aravis.
Sotto il rifugio, una vicina grotta ospita un luogo di culto mariano, evidenziando la continuità sacra del sito durante i millenni. Gli scavi hanno anche evidenziato le successive occupazioni, tra cui l'età del bronzo e il caldeo, anche se questi periodi sono stati meno documentati nelle fonti disponibili.
La ricerca, pubblicata in particolare nel Bollettino de la Société préhistorique française (1984) e negli Annales Littéraires de Besançon (2000), evidenzia l'importanza geoarcheologica del sito. Gli ambienti di successo, ricostruiti dalla fauna selvatica e dai resti litici, rivelano un costante adattamento delle popolazioni al cambiamento climatico e paesaggistico dopo l'ultima glaciazione.