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Monumento romano da Biot dans les Alpes-Maritimes

Alpes-Maritimes

Monumento romano da Biot

    1 Avenue du Général Maizière
    06600 Antibes
Crédit photo : YKahite - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
1900
2000
154 av. J.-C.
Lotta contro gli Ossibiani
62 av. J.-C.
Allobroges rivolta (supposizione)
années 1930
In salita nella pineta
19 avril 1945
Monumento storico
1949
Trasferimento al Castello di Grimaldi
début XXe siècle
Scoperta di blocchi
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Monumento romano di Biot, nella pineta di Juan-les-Pins: classificazione per decreto del 19 aprile 1945

Dati chiave

J.E. Dugand - Storia Autori dell'ipotesi Tropaeum (44-42 a.C.).
Louis Foucher - Storia Propone un legame con la rivolta del 62 a.C..

Origine e storia

Il monumento romano di Biot, chiamato anche il Trofeo di Brague, è un insieme di blocchi di pietra scoperti all'inizio del XX secolo vicino a Juan-les-Pins. Questi resti, probabilmente legati ad una costruzione commemorativa, funeraria o votiva, furono inizialmente trovati a 1 km a sud-ovest del monumento di Vaugrenier, senza la loro esatta origine. Negli anni '30, sono stati portati nella pineta di Juan-les-Pins prima di essere trasferito nel 1949 al museo archeologico di Antibes, poi installato nel castello Grimaldi, poi spostato al bastione di Saint Andrew.

Secondo lo storico J.E. Dugand, questo monumento risale al 44-42 a.C. ed è un tropaeo (trofio) legato alla lotta tra i Romani e gli Ossibiani, un popolo il cui porto era alla foce del Brague. La battaglia, vinta da Roma nel 154 a.C., avrebbe portato all'insediamento permanente dei Romani nella regione. Un'altra ipotesi, avanzata da Louis Foucher, riguarda il monumento alla rivolta Allobrog nel 62 a.C. I blocchi, classificati come Monumento Storico dal 19 aprile 1945, testimoniano i conflitti e la romanizzazione dell'antica Provenza.

Il trofeo illustra le strategie militari romane e le dinamiche locali del tempo. Il suo successivo spostamento — da Biot a Juan-les-Pins e poi ad Antibes — riflette anche l'evoluzione del patrimonio archeologico nel XX secolo. Oggi, conservato nel bastione di Sant'Andrea, rimane un simbolo delle prime conquiste romane in Gallia di Narbonnaise.

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