Presumibilmente costruzione Ier siècle (règne de Claude) (≈ 150)
Sviluppo possibile sotto l'imperatore Claude
XVIe siècle
Primo ingresso
Primo ingresso XVIe siècle (≈ 1650)
Prima registrazione
1900
Prima classifica
Prima classifica 1900 (≈ 1900)
Protezione iniziale come monumento storico
12 avril 1929
Classificazione finale
Classificazione finale 12 avril 1929 (≈ 1929)
Protezione ordine modo + registrazione
fin XIXe siècle
Distruzione del ponte
Distruzione del ponte fin XIXe siècle (≈ 1995)
Ponte alla Proud mancante
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Cancello romano limitato alla porzione che si trova a valle del ponte di Saint-Clair su una lunghezza di 150 metri indicato sul piano annesso al decreto e contato nella direzione della corrente della Proud da un punto preso 10 metri prima dell'iscrizione commemorativa; iscrizione commemorativa incorporata nella roccia vicino al ponte di Saint-Clair: classificazione per ordine del 9 maggio 1900, come modificata da ordine del 12 aprile 1929
Dati chiave
Lucius Tincius Paculus - Vergete allobroge
Ponte e traccia Finança (iscrizione)
Frédéric Lontcho - Storia
Tesi strada pubblica Seyssel-Aix
Philippe Leveau - Archeologo
Tesi locale privata
Origine e storia
La Via Romana della Val Fier, situata a Dingy-Saint-Clair (Haute-Savoie), è un'antica sezione di strada lungo il Fier, classificata come monumento storico nel 1929. Attraversa la sfilata di Dingy, a 30 metri sopra il letto del fiume, e una volta attraversato il Fier attraverso un ponte oggi distrutto. Il suo layout potrebbe datare dal regno dell'imperatore Claude (mezzo secolo), anche se il suo stato pubblico o privato rimane dibattuto dagli storici.
L'iscrizione lapidaria, incisa in una cornice sommersa all'ingresso nord-ovest, attesta che Lucio Tincius Paculus, un ricco Allobroge, ha finanziato la costruzione del ponte e il taglio della roccia per stabilire la pista. Tre nicchie vuote, forse destinate ad altari votivi, segnano il percorso ri-taglio in calcare. Altre due iscrizioni illegibili sono segnate sulla parete, mentre un terzo, ora perso, avrebbe potuto riprodurre il testo commemorativo.
La pista, lunga circa 120 metri, combina una parete di contenimento, due portici di apertura di 7 metri, e sezioni dettagliate nella roccia (18,90 m e 26,60 m). In media, è larga 4 metri e illustra le tecniche romane di sviluppo stradale nelle zone montagnose. Menzionato nel XVI secolo, fu classificato per la prima volta nel 1900, prima di un nuovo ordine di protezione nel 1929.
Le supposizioni sul suo uso differiscono: per Frédéric Lontcho, faceva parte di un percorso pubblico tra Seyssel e Aix-les-Bains, mentre Philippe Leveau lo vide come un percorso privato aperto all'uso locale dal suo proprietario. Il suo layout, rivolto a sud-est/nord-ovest, riflette l'importanza degli assi di comunicazione nella provincia romana delle Alpi.
Oggi la proprietà comunale, la via e la sua iscrizione offrono una rara testimonianza di strada verde in Gallia romana. Il loro eccezionale stato di conservazione permette di studiare pratiche di costruzione e reti di traffico nella regione durante il periodo antico.
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