Ricostruzione del coro Vers 1240 (≈ 1240)
Coro gotico ispirato da Pontoise, testate sottili.
Milieu du XIIIe siècle
Fonti Battesimo
Fonti Battesimo Milieu du XIIIe siècle (≈ 1350)
Mobili protetti unici (Decree 1912).
1860
Decommissione e trasferimento in comune
Decommissione e trasferimento in comune 1860 (≈ 1860)
Capo città si trasferì a Monneville, abbandono culturale.
1900
Demolizione del Priorato
Demolizione del Priorato 1900 (≈ 1900)
Espansione del cimitero adiacente.
22 mars 1934
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 22 mars 1934 (≈ 1934)
Protezione delle rovine con decreto ministeriale.
Début du XXe siècle
Ristorante privato
Ristorante privato Début du XXe siècle (≈ 2004)
Nave di backup e stabilizzazione.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Marquemont (reti): con decreto del 22 marzo 1934
Dati chiave
Louis Régnier - Archeologo e storico locale
Studiato e descritto la chiesa (1927).
Origine e storia
La chiesa di Saint-Martin de Marquemont, situata nell'omonima frazione del comune di Monneville (Oise, Hauts-de-France), è un edificio dismesso dal 1860, data del trasferimento della capitale comunale. Classificato un monumento storico nel 1934 per i suoi "residue", illustra una transizione stilistica tra arte romana e gotico. Il suo portale occidentale, risalente al secondo quarto del XII secolo, è un capolavoro tardo romanico, mentre il suo coro, ricostruito intorno al 1240, è ispirato a San Martino di Pontoise, ora estinto. La navata, di origine romanica (XI-XII secoli), conserva una semplicità rurale, con pareti in pietra e un apparente soffitto in legno.
Associato a un priorato dipendente dall'Abbazia di Saint Martin di Pontoise, la chiesa fu parzialmente ristrutturata nel XVI secolo, in particolare dall'aggiunta di un flamboyant campanile gotico e dalla riprogettazione della croce del transetto. Disuso dopo la Rivoluzione, cadde in rovina nel XIX secolo, accelerato dall'abbandono del borgo di Marquemont a beneficio di Monneville. Nel XX secolo, i restauri privati salvarono la navata e le strutture stabilizzate, rivelando elementi nascosti come una piscina liturgica o capitali scolpiti. I mobili classificati sono limitati ai caratteri battesimali del XIII secolo, testimoni del suo uso parrocchiale passato.
L'edificio si distingue per il suo piano irregolare, senza garanzie, e il suo arredamento sobrio ma elegante: snelle testate del coro, baie gotiche con ripieni radianti, e tappi intagliati. Il crusillon settentrionale, illuminato da tre baie di lancet trilobate, servito come cappella, mentre la base del campanile, a volta da cani, presenta un originale accordo architettonico per il periodo. All'esterno, il portale romanico, una volta protetto da un portico, presenta archivolti a bastone rotti e capitali parzialmente erosi, a foglia. Il campanile, anche se non ornato, domina il sito con i suoi piedi glaci e baie al centro della rabbia.
Il declino di Marquemont, sigillato dal decreto imperiale del 1860, ha congelato la chiesa in uno stato di pittoresca rovina, invaso dall'edera fino ai recenti restauri. Il cimitero adiacente, ampliato nel XX secolo dopo la demolizione del priorato, ricorda la vecchia importanza del villaggio. Oggi, una proprietà comunitaria, la chiesa è un vestigio poetico della storia rurale della Vexin francese, dove la memoria medievale e gli sforzi di conservazione contemporanea mescolano.
Fonti archeologiche, come le opere di Louis Régnier (1927), evidenziano i legami stilistici tra Marquemont e altri edifici Vexin, suggerendo un laboratorio congiunto per i portali romanici della regione. Il confronto con l'abbazia di Pontoise, ammirata per il suo coro, illumina le scelte estetiche dei costruttori del XIII secolo. Nonostante le mutilazioni (legnature del Settecento, soppressione degli stand), la chiesa rimane una pietra miliare importante nella comprensione dell'evoluzione dell'architettura religiosa in Picardia, tra tradizione romanica e innovazioni gotiche.
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