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Chiesa di San Alessandro di Charvieu-Chavagneux dans l'Isère

Isère

Chiesa di San Alessandro di Charvieu-Chavagneux

    75 Le Réveil
    38230 Charvieu-Chavagneux

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1916
Installazione di greci
1917
Fondazione Chiesa
1929
Mandare via il prete
années 1960
Riassegnazione di un prete
1950-1970
Arrivo di 'Nuovo'
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Alexandre Grammont - Philhellene industriale Fondata la chiesa nel 1917.
Prêtre de Corfou - Prima dose Ritornato nel 1929.

Origine e storia

La Chiesa di San Alessandro di Charvieu-Chavagneux è una chiesa ortodossa fondata nel 1917, dipendente dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. È la prima chiesa ortodossa contemporanea nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. La sua origine è legata all'arrivo dei greci durante la prima guerra mondiale, soprattutto i lavoratori si stabilirono intorno a Lione, impiegati nelle industrie locali come Alexander Grammont, un industriale di Philhelene.

Nel 1917, Alexander Grammont offrì un hangar alla comunità greca per stabilire un luogo di culto, che prese il nome di san Alessandro. Questo gesto segna l'inizio di una presenza ortodossa organizzata nella regione. La chiesa fu inizialmente servita da un prete di Corfù fino al 1929, quando fu restituito per motivi morali. Tra il 1929 e gli anni sessanta, la chiesa fu occasionalmente servita dai sacerdoti di Lione o da un sacerdote unito, prima di essere riattivata dalla Metropoli Ortodossa di Francia.

La comunità greca di Charvieu-Chavagneux e Pont-de-Chéruy è stata costruita in diverse ondate di migrazione: primi lavoratori durante la prima guerra mondiale, poi rifugiati in fuga dalla Grande Catastrofe (Genocidio pontico greco e guerra greco-turca) negli anni venti, e infine migranti economici macedoni tra il 1950 e il 1970. Queste onde hanno plasmato una memoria collettiva segnata da traumi storici, anche se l'immigrazione era anche motivata da ragioni economiche.

La chiesa, situata nella 73 Rue du Reveille, rimane un luogo centrale per la comunità, soprattutto durante le feste religiose come la Pasqua. Esso riflette la storia socio-economica dei greci nella regione, per lo più lavoratori, a differenza di altre comunità greche in Francia che si sono evolute verso professioni intellettuali. Anche i conflitti interni, come quelli con anticlericals o tensioni tra sacerdoti, hanno segnato la sua storia.

Il nome della chiesa, Saint-Alexandre, è simbolicamente legato ad Alexandre Grammont, percepito come benefattore dalla comunità. Il suo ruolo nell'accogliere i Greci e nella fondazione della chiesa contribuì a forgiare un'identità locale intorno alla memoria della persecuzione e dell'esilio, anche per coloro che non erano direttamente vittime. Questa rilettura storica mostra l'importanza della chiesa come luogo di memoria e di coesione comunitaria.

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