Costruzione iniziale XIIe siècle (≈ 1250)
Una navata unica e romanzi comodi.
XVIe siècle
Aggiunta di linee laterali
Aggiunta di linee laterali XVIe siècle (≈ 1650)
Cappelle sostituendo il transetto.
12 octobre 1948
Registrazione MH
Registrazione MH 12 octobre 1948 (≈ 1948)
Si è classificato come monumento storico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: registrazione con decreto del 12 ottobre 1948
Dati chiave
Information non disponible - Nessun personaggio citato
Le fonti non menzionano attori storici.
Origine e storia
La chiesa di San Vincenzo e Saint-Cloud di Badenfols-d La sua costruzione risale al XII secolo, con una navata unica che termina in una zona pianeggiante, caratteristica dell'architettura romanica. Un campanile romano, eretto su una cupola, domina la croce del transetto. Il coro, sostenuto da quattro pilastri rotondi, presenta arcate cieche poggianti su una panca, testimoniando l'arte romanica primitiva.
Nel XVI secolo, la chiesa subì importanti cambiamenti: due lati furono aggiunti, e un portico di pilastri fu perforato nella facciata sud. Le cappelle laterali poi sostituiscono le braccia del transetto, mentre la cappella sinistra è a volte con sterne e terzi. I passi sono disposti nelle pareti della navata, dopo la cupola, per facilitare il traffico. Il campanile, originariamente romanico, risale al XVII secolo, anche se questo periodo non è menzionato nelle fonti come una fase importante di costruzione.
Fu classificato come San Vincenzo nella base di Merimée (confusione con la chiesa di Badenfols-sur-Dordogne), l'edificio fu iscritto nei Monumenti Storici il 12 ottobre 1948. La sua architettura combina così elementi romanici primitivi (nef, comodino, campanile) e aggiunte tardo gotiche (chapels, volte), riflettendo la sua evoluzione nel corso di cinque secoli. Le fonti sottolineano anche il suo ruolo centrale nel comune, proprietà comunale e luogo di culto che è ancora attivo.
La posizione della chiesa, a 36 Le Bourg a Badenfols-d Il suo stato di conservazione, ritenuto soddisfacente (nota 7/10), e la sua licenza Creative Commons per le fotografie lo rendono un patrimonio accessibile, anche se i dettagli della sua apertura al pubblico o i suoi usi contemporanei (visite, affitti) rimangono non documentati.
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