Creazione della statua 1905 (≈ 1905)
Disegnato da Frantz Beer a Firenze
1906
Inaugurazione a Mulhouse
Inaugurazione a Mulhouse 1906 (≈ 1906)
Luogo della Riunione, poi controversie
1909
Viaggi a Tivoli Park
Viaggi a Tivoli Park 1909 (≈ 1909)
A seguito di petizioni contro la sua posizione
1939-1945
Fuga dalla distruzione nazista
Fuga dalla distruzione nazista 1939-1945 (≈ 1942)
Ferro non requisito come bronzo
4 mars 2008
Monumento storico
Monumento storico 4 mars 2008 (≈ 2008)
Registrazione ufficiale della statua
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La statua monumentale, compreso il suo piedistallo composto da rocce (Box MZ 46): iscrizione per decreto del 4 marzo 2008
Dati chiave
Frantz Beer - Scultore austriaco
Creatore di Schweissdissi nel 1905
Émile Kaiser - Sindaco socialista di Mulhouse
Sponsor dell'installazione nel 1906
Yves Carrey - Scultore contemporaneo
Autore di una reinterpretazione nel 2006
Origine e storia
La Schweissdissi – un soprannome alsaziano che significa "il tipo che suda" – è una statua di ferro progettata nel 1905 dallo scultore austriaco Frantz Beer a Firenze, poi fusa a Pistoia, Italia. Originariamente commissionato dalle ferrovie svizzere per il tunnel di Simplon, è stato respinto prima di essere acquistato dal comune socialista di Mulhouse. Inaugurato nel 1906 sulla Place de la Réunion, sovrasta una fontana tra il Tempio Saint-Étienne e il municipio, che simboleggia il duro lavoro in questa città industriale tedesca. Il suo realismo, in particolare la nudità parziale, causò uno scandalo: dopo insuccessi tentativi di rotazione, fu spostato nel 1909 al parco di Tivoli, i suoi glutei nascosti da siepi.
Durante la seconda guerra mondiale, la statua fuggì dalla distruzione nazista grazie al suo materiale (ron, non bronzo), mentre gli occupanti requisirono i metalli. Divenne un simbolo locale, conservato nonostante le prime polemiche. Classificato come monumento storico nel 2008, incarna ora il patrimonio industriale e sociale di Mulhouse, così come la tradizione scultorea del Rinascimento italiano, visibile nel suo contraposto e nelle proporzioni accademiche. La sua storia riflette anche le tensioni culturali dell'Alsazia, tra la prudenza borghese e l'omaggio al mondo del lavoro.
La Schweissdissi ha ispirato opere contemporanee, come la rilettura di Yves Carrey nel 2006 (un saldatore di materiali riciclati), e ha dato il suo nome ad una fratellanza locale creata nel 1976 per preservare il dialetto e le tradizioni alsaziane. La statua rimane uno dei monumenti più emblematici di Mulhouse, mescolando arte, storia sociale e identità regionale.
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