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Schweissdissi da Mulhouse dans le Haut-Rhin

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Statue
Haut-Rhin

Schweissdissi da Mulhouse

    Rue du Tivoli
    68100 Mulhouse
Schweissdissi de Mulhouse
Schweissdissi de Mulhouse
Schweissdissi de Mulhouse
Crédit photo : M.Strīķis - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1905
Creazione della statua
1906
Inaugurazione a Mulhouse
1909
Viaggi a Tivoli Park
1939-1945
Fuga dalla distruzione nazista
4 mars 2008
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La statua monumentale, compreso il suo piedistallo composto da rocce (Box MZ 46): iscrizione per decreto del 4 marzo 2008

Dati chiave

Frantz Beer - Scultore austriaco Creatore di Schweissdissi nel 1905
Émile Kaiser - Sindaco socialista di Mulhouse Sponsor dell'installazione nel 1906
Yves Carrey - Scultore contemporaneo Autore di una reinterpretazione nel 2006

Origine e storia

La Schweissdissi – un soprannome alsaziano che significa "il tipo che suda" – è una statua di ferro progettata nel 1905 dallo scultore austriaco Frantz Beer a Firenze, poi fusa a Pistoia, Italia. Originariamente commissionato dalle ferrovie svizzere per il tunnel di Simplon, è stato respinto prima di essere acquistato dal comune socialista di Mulhouse. Inaugurato nel 1906 sulla Place de la Réunion, sovrasta una fontana tra il Tempio Saint-Étienne e il municipio, che simboleggia il duro lavoro in questa città industriale tedesca. Il suo realismo, in particolare la nudità parziale, causò uno scandalo: dopo insuccessi tentativi di rotazione, fu spostato nel 1909 al parco di Tivoli, i suoi glutei nascosti da siepi.

Durante la seconda guerra mondiale, la statua fuggì dalla distruzione nazista grazie al suo materiale (ron, non bronzo), mentre gli occupanti requisirono i metalli. Divenne un simbolo locale, conservato nonostante le prime polemiche. Classificato come monumento storico nel 2008, incarna ora il patrimonio industriale e sociale di Mulhouse, così come la tradizione scultorea del Rinascimento italiano, visibile nel suo contraposto e nelle proporzioni accademiche. La sua storia riflette anche le tensioni culturali dell'Alsazia, tra la prudenza borghese e l'omaggio al mondo del lavoro.

La Schweissdissi ha ispirato opere contemporanee, come la rilettura di Yves Carrey nel 2006 (un saldatore di materiali riciclati), e ha dato il suo nome ad una fratellanza locale creata nel 1976 per preservare il dialetto e le tradizioni alsaziane. La statua rimane uno dei monumenti più emblematici di Mulhouse, mescolando arte, storia sociale e identità regionale.

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