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Sito archeologico di Fourvière à Lyon 5ème dans le Rhône

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Théâtre gallo-romain
Rhône

Sito archeologico di Fourvière

    Rue de l'Antiquaille
    69005 Lyon 5ème
Théâtre antique de Lyon
Site archéologique de Fourvière
Site archéologique de Fourvière
Site archéologique de Fourvière
Site archéologique de Fourvière
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Site archéologique de Fourvière
Crédit photo : Jean-Christophe BENOIST - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
1100
1800
1900
2000
Vers 15 av. J.-C.
Costruzione iniziale in Auguste
Moyen Âge
Riutilizzo come carriera
1887
Riscoperto da Lafon
1933–1946
Ricerca e restauro
1998
Classificazione UNESCO
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Resti di un teatro romano: per ordine del 5 settembre 1905 - I resti di un odeon: per ordine del 6 ottobre 1905 - I terreni intorno al sito archeologico: classificazione per decreto del 21 maggio 1933 - I terreni intorno al sito archeologico: classificazione per decreto del 23 luglio 1933 - I terreni intorno al sito archeologico: classificazione per decreto del 14 dicembre 1935

Dati chiave

Auguste - Imperatore romano Probabile sponsor teatrale
Amable Audin - Archeologo di Lione Diretto gli scavi (1933-1960)
Pierre Wuilleumier - Archeologo Primi scavi e incontri presupposti
Édouard Herriot - Sindaco di Lione Avviare il sito di compensazione
Pierre Lafon - Professore Riscoprito il sito nel 1887
Caligula - Imperatore romano Organizzare giochi in Lugdunum

Origine e storia

L'antico teatro lugduno, situato sulla collina di Fourvière a Lione 5 °, è uno dei più antichi teatri romani a Gallia, probabilmente costruito intorno 15 BC sotto Augusto. Dietro la collina, è stato originariamente progettato per 5.700 spettatori prima di essere ampliato nel I o II secolo per raggiungere 10.000 posti, diventando il secondo più grande teatro in Gallia dopo quello di Autun. I suoi stand a semicerchio, la sua orchestra marmorea e la sua parete scenica ornata da nicchie seguirono cannoni architettonici romani, con materiali importati (marm d'Italia, pietra di Choins du Bugey).

Abbandonato alla fine dell'Impero Romano, il teatro fu trasformato in una carriera nel Medioevo, le sue pietre riutilizzate per costruire la Cattedrale di San Giovanni o i ponti del Saône. Cresciuto sotto le macerie e le culture terrazzate, cadde in oblivion fino alla sua fortuita riscoperta nel 1887 dal professor Lafon, che prima pensava di identificare l'anfiteatro dei martiri di Lione. Gli scavi sistematici, lanciati nel 1933 sotto l'impulso del sindaco Édouard Herriot, rivelarono il suo vero uso e permisero il suo parziale restauro, con metodi archeologici poi rudimentali (senza stratigrafia).

Il teatro era un luogo di varie esibizioni, tra cui concorsi sotto Caligola (37–41 d.C.) e pantomimi accessibili alle popolazioni provinciali che non padroneggiavano il latino. Il suo declino nel IV secolo coincise con l'ascesa del cristianesimo, che condannava queste rappresentazioni considerate idolatra. I resti, classificati come Monumento Storico fin dal 1905, furono completamente sgomberati e consolidati tra il 1933 e il 1946. Oggi, il sito – integrato nel Parco Archeologico di Fourvière con il Museo Odeon e Gallo-Romano – ospita le Notte di Fourvière, un festival estivo, ed è stato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO dal 1998.

L'architettura del teatro segue un classico piano romano: una cantina (gradini) in tre livelli sostenuta da volte radiose, un'orchestra dall'ed con marmi policromi riservati ai notabili, e una parete scenica (scaenae frons) con tre porte monumentali. I materiali, analizzati dagli archeologi, provengono da varie regioni: granito locale per le basi, calcare da Bugey o Provenza per i rivestimenti, e marmo importato da Italia o Grecia per le decorazioni. Il meccanismo della tenda scenica, ricostituito con cassette calcaree, è esposto al vicino museo.

Controversie sulla sua datazione persistono. Se Amable Audin propose una costruzione sotto Augusto (c. 15 a.C.) e un'espansione sotto Adriano (II secolo), queste ipotesi furono messe in discussione da Armand Desbat e Jean-Claude Golvin, che indicano l'assenza di prove stratigrafiche. Gli scavi degli anni sessanta rivelarono un esplanade posteriore delimitato da portali, con tracce di bacini e fognature, ma senza risuonare definitivamente la cronologia. Il sito, di proprietà della città di Lione, è oggi un simbolo dell'antico Lugdunum, attirando ricercatori e turisti per il suo eccezionale stato di conservazione.

La riscoperta del teatro si svolge in un contesto di borse di studio e politiche del patrimonio locale. Nel XIX secolo, i resti emergenti furono interpretati come l'anfiteatro dei martiri cristiani del 177 d.C., una teoria invertita dagli scavi del 1933. Il cantiere, che impiega fino a 120 lavoratori, è stato anche un progetto sociale sotto il Fronte Popolare, offrendo posti di lavoro ai disoccupati. I metodi dell'epoca — i bonus per oggetti trovati, la mancanza di stratigrafia — oggi limitano le interpretazioni, ma il sito rimane una pietra miliare chiave nella comprensione dell'urbanizzazione romana in Gallia.

Collegamenti esterni