Costruzione del primo stato Ier siècle (première moitié) (≈ 150)
Diametro stimato di 74 m
Fin IIe/début IIIe siècle
Abbandono del monumento
Abbandono del monumento Fin IIe/début IIIe siècle (≈ 325)
Fine dell'uso
1977
Conferma della costruzione
Conferma della costruzione 1977 (≈ 1977)
Prima campagna di ricerca
25 mars 1983
Monumento storico
Monumento storico 25 mars 1983 (≈ 1983)
Protezione dei pacchi chiave
1993
Rimboschimento dei resti
Rimboschimento dei resti 1993 (≈ 1993)
Conservazione contro il vandalismo
2019
Studi presunti
Studi presunti 2019 (≈ 2019)
Prospettive e inventario dei mobili
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
I pacchi ZK 28, 30 e 32, i luoghi chiamati Les Terres Noires e Le Chemin de Pontoise (comune d'Epiais-Rhus) e Y 84, hanno posto La Vallée de Cresnes (comune de Vallangoujard): classificazione per decreto del 25 marzo 1983
Dati chiave
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Origine e storia
Il teatro gallo-romano di Épiais-Rhus è un antico edificio di performance situato ai margini dei comuni di Épiais-Rhus e Vallangoujard, in Val-d La sua esatta tipologia rimane sconosciuta a causa di scavi parziali: potrebbe essere un teatro, un anfiteatro misto o una struttura originale. Funzionale tra il primo secolo (prima metà) e la fine del secondo/inizio del terzo secolo, ha subito almeno due fasi di costruzione, con una ricostruzione intermedia non datata. Il sito, registrato con i monumenti storici nel 1983, appartiene ad un agglomerato secondario gallo-romano preesistente alla conquista romana, tra cui templi, bagni termali e un forum.
Il teatro si trova sul bordo occidentale della valle di Cresnes, al confine dei territori dei Véliocasses, Silvanectes, Parisiens e Bellovaques. I suoi resti, molto frammentari, rivelano una parete nord curva (con ingresso) e una parete sud in segmenti rettilinei, suggerendo due stati successivi. Il diametro del monumento aumenterebbe da 74 m (prima condizione) a 59 m dopo la ricostruzione. Una dozzina di file di stand, in blocchi di grande apparato, portano iscrizioni che mescolano nomi gallici e romani, indicando diversi lavori o fasi. Nessuna struttura scenica è stata identificata, forse a causa di indagini incomplete o di una disposizione sommaria, che è comune in Gallia romana.
Scoperto nel 1977 dopo i sospetti degli anni '70, il sito è stato cercato fino al 1980, interrotto dall'acquisizione parziale del terreno da parte del dipartimento per la sua conservazione. Tra il 1986 e il 1990 sono stati effettuati lavori di consolidamento, ma i resti, lasciati all'aria aperta, hanno subito danni e vandalismo nel 1993, portando alla loro ri-incarica per proteggerli. Gli studi ripresero nel 2019, combinando la revisione degli archivi, la prospezione aerea e l'inventario dei mobili archeologici già raccolti. Il sito rimane parzialmente inaccessibile, ma sono state prese precauzioni per consentire la ricerca futura.
I pacchi protetti (classificati nel 1983) coprono i siti Les Terres Noires, Le Chemin de Pontoise (Épiais-Rhus) e La Vallée de Cresnes (Vallangoujard). I mobili archeologici, compatibili con la gamma datazione (I-III secolo), includono blocchi inscritti e elementi architettonici. L'assenza di una scena identificabile e la forma ibrida di pareti suggeriscono un adattamento locale di modelli romani, tipici degli agglomerati secondari gallo-romani. Le iscrizioni sugli stand, anche se non contemporanee, mostrano un mix culturale tra tradizioni gautiche e influenze romane.
L'antico agglomerato, fondato prima della conquista romana, occupò una posizione strategica tra diversi popoli gaulici. Oltre al teatro, comprendeva bagni termali, templi e una struttura simile al forum, indicando un ruolo economico e religioso regionale. Il teatro, situato nella periferia orientale del sito, avrebbe potuto servire come luogo di ritrovo di comunità, riflettendo la graduale integrazione delle élite locali nel modello urbano romano. Il suo abbandono coincise con il generale declino degli agglomerati secondari in Gallia nel terzo secolo, segnato dalle crisi politiche ed economiche dell'Impero.