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Sei dolmen à Saint-Marcel dans le Morbihan

Sei dolmen

    2 Allée de la France Libre
    56140 Saint-Marcel
Proprietà privata
Crédit photo : Milca56 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1909
Primo segnale da Louis Marsille
1914
Descrizione dettagliata di Marsille
7 novembre 1966
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

6 dolmen (cad. D 229, 652) : entrata per ordine del 7 novembre 1966

Dati chiave

Louis Marsille - Archeologo Descritto e registrato i dolmen nel 1909 e 1914

Origine e storia

I Dolmens de Béhélect, noti anche come Dolmens des Hardys-Béhélect, formano un complesso di almeno sei monumenti megalitici distribuiti tra i comuni di Saint-Marcel e Bohal a Morbihan. Queste strutture, datate dal neolitico, si allineano su un asse nord-est/sud-ovest su un terreno ora boscoso e integrato in un parco castello privato. La loro scoperta e prima descrizione risalgono all'inizio del Novecento, grazie in particolare all'opera dell'archeologo Louis Marsille, che registrò otto nel 1914, alcune delle quali erano già state parzialmente distrutte. I dolmen ancora visibili oggi non sono stati accuratamente studiati da quel momento, ma la loro condizione sembra essere stabile da osservazioni storiche.

Nel XIX e all'inizio del XX secolo, questi monumenti furono erroneamente chiamati "cromlechs" prima di essere correttamente identificati come dolmens da Marsille nel 1909. Quest'ultimo menzionava anche la presenza di "tumulo" nelle brughiere circostanti. Nel 1966, i sei dolmen situati nel comune di Saint-Marcel sono stati registrati come Monumenti Storici, riconoscendo il loro valore di patrimonio. La loro architettura varia: alcuni, come i dolmen n°1, hanno una camera circolare preceduta da un corridoio disorientato sotto forma di "q", mentre altri, come i dolmen n°5 e 6, sono "abbinati" e grandi, con i tavoli del tetto ancora parzialmente in atto.

I dolmen sono costruiti in quarzo locale, quarzite e arenaria, e la loro altezza bassa corrente suggerisce che sono stati inizialmente sormontati da pareti di pietra asciutte montate in corbellazione, ora mancante. Nessun recente scavo archeologico ha consegnato materiale, ma il loro layout e orientamento (per alcune aperture a est) riflettono le pratiche funerarie e simboliche specifiche al neolitico. Dolmens 7 e 8, situato nel vicino comune di Bohal, completare questo set, anche se il loro stato di conservazione è più precaria. La loro posizione in un parco privato oggi limita la loro accessibilità, ma la loro conservazione rimane un problema per la comprensione del megalitismo di Breton.

La descrizione più dettagliata risale alle osservazioni di Marsille nel 1914, che notava, per esempio, che il dolmen n°1 era di 2,70 m di diametro per la sua camera, delimitata da dieci ortostoti, mentre il dolmen n°5 e 6 aveva camere circolari o rettangolari con tavoli di copertura ancora visibili. Il dolmen n°2, ad ovest del castello, è quasi completamente rovinato, suggerendo solo un arco di cerchio. Nonostante il loro diverso stato, questi monumenti illustrano la diversità architettonica dei dolmen della regione e la loro integrazione in un paesaggio oggi boscoso, in contrasto con il loro ambiente originale, probabilmente più aperto durante la loro costruzione.

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