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Fonte di sale dans les Alpes-de-Haute-Provence

Fonte di sale

    Route Sans Nom
    04330 Tartonne
Proprietà del comune
Crédit photo : Christian Pinatel de Salvator - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1402
Processione reale
1732
Restauro di pareti
1788
Descrizione nel dizionario Achard
1837
Cadastral menzione
1993
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Fonte di sale, compresi i dighe e altri resti (Box ZB 118): entrata per ordine del 1° aprile 1993

Dati chiave

Reine Jeanne - Souvereine de Provence Premiato la fonte nel 1402.
Honoré Giraud - Clumanc muratore Riparato le pareti nel 1732.
Consuls de Tartonne - Rappresentanti comunali Gestito una chiave per il pozzo (XVIIIe).

Origine e storia

La sorgente di sale di Tarton è un pozzo medievale situato sulla riva destra del torrente Salaou, nelle Alpi-de-Haute-Provence. La sua acqua, dal leaching di rocce evaporate, era meno salata di quella di Moriez grazie alla sua miscela con una tovaglia morbida. L'edificio, di sezione quadrata, è composto da una casseruola di legno duro riparata sotto una volta in una culla a tutto sesto, senza copertura. Le pareti in macerie ruvide, parzialmente distrutte, sono cieche tranne a sud, dove una porta e un tubo monoossilico assicurano lo scarico.

La fonte fu concessa agli abitanti di Tarton nel 1402 dalla regina Jeanne, diventando una risorsa vitale per il comune. Nel XVIII secolo furono intraprese delle riparazioni: nel 1732, le pareti nord e ovest furono ricostruite in modo identico, potenziate e crept, mentre l'edificio era coperto di ciglia. Il Dizionario di frutteto (1788) descrive un pozzo a doppio blocco, riempito in 24 ore, che è stato periodicamente distribuito ai residenti (ogni 8 giorni in estate, 15 in inverno).

L'abolizione del monopolio reale pose fine a questa gestione collettiva. Il piano catastale del 1837 menziona una fontana di sale pubblica, protetta da un diga. Raccolse un monumento storico nel 1993, la fonte fu restaurata ma perse il suo uso pratico, diventando una testimonianza del passato. Oggi, rimane come una curiosità storica, simbolo di pratiche di gestione delle risorse medievali e moderne in Provenza.

L'edificio, una proprietà comune, comprende il pozzo, dighe e resti associati (cadastre ZB 118). La sua posizione vicino al torrente, anche se vulnerabile alle inondazioni, era strategica per catturare l'acqua salata. Gli sviluppi successivi riflettono la sua importanza economica e sociale, dalla sua concessione reale alla sua protezione del patrimonio contemporaneo.

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