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Sepolture Gallo-Romane a Paizay-Nadouin-Embourie à Paizay-Naudouin-Embourie en Charente

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Villa Gallo-Romaine

Sepolture Gallo-Romane a Paizay-Nadouin-Embourie

    Rue des Châteliers 
    16240 Paizay-Naudouin-Embourie
Proprietà privata
Substructions gallo-romaines dEmbourie à Paizay-Naudouin-Embourie
Substructions gallo-romaines dEmbourie à Paizay-Naudouin-Embourie
Substructions gallo-romaines dEmbourie à Paizay-Naudouin-Embourie
Substructions gallo-romaines dEmbourie à Paizay-Naudouin-Embourie
Crédit photo : rosier - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
0
100
200
300
400
500
600
1900
2000
Années 30-40
Ricostruzione dopo il fuoco
Ier siècle (époque augusto-tibérienne)
Prima occupazione
Troisième quart du Ier siècle
Grande villa in U
Fin IIIe - début IVe siècle
Maggiore riorganizzazione
Première moitié du Ve siècle
Fuoco finale
12 février 1983
Monumento storico
1968-2003
Scavi archeologici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Gallo-Roman Substructions (caso ZB 38): Ordine del 2 dicembre 1983

Dati chiave

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Origine e storia

Il sito gallo-romano di Embourie, situato a Paizay-Nadouin-Embourie (Charente, Nouvelle-Aquitaine), è una collezione di antiche vestigia che dominano una valle ripida. Si tratta principalmente di una villa urbana pars, occupata con diversi cambiamenti tra il primo e l'inizio del quinto secolo. Gli scavi, effettuati dal 1968 al 2003, rivelarono un'architettura evolutiva, da una struttura in legno e terra (era augusto-tiberiana) a un imponente villaggio U dell'Impero superiore, e poi una ricostruzione del Basso Impero. Il sito è stato elencato come Monumento Storico dal 1983.

La villa dell'Upper Empire si distingueva per le camere organizzate intorno a un cortile, tra cui una sala absdale ad est, pareti in pietra e un sistema idraulico compreso un bacino centrale. Le decorazioni murali, datate tra il 30 e il 70 d.C., usavano pigmenti vividi (ocre, rosso bordeaux, verde, blu), riflettendo l'alto stato degli occupanti. Dopo un incendio nel quinto secolo, non è stata identificata alcuna prova dell'occupazione merovingiana.

I resti coprono più di due ettari nel luogo chiamato Les Châteliers, ai margini dei dipartimenti Charente e Deux-Sèvres. La loro scoperta nel 1968 ci ha permesso di studiare un'occupazione continua, segnata da rivestimenti dipinte in ogni momento, anche se alcuni frammenti grossolani rimangono inediti. Il sito illustra l'evoluzione architettonica e sociale delle élite gallo-romane locali, tra tradizione romana e adattamenti regionali.

L'ipotesi di un antico agglomerato secondario in Embouria, suggerito dall'entità dei resti, non è stata confermata. Gli scavi hanno rivelato suolo svuotato, basi di colonne e riutilizzo di basi precedenti. La classificazione del 1983 protegge le sottostrutture (cadastre ZB 38), evidenziando il loro valore di patrimonio per comprendere l'habitat rurale gallo-romano in Aquitania.

Collegamenti esterni