Istruzione di Castellacce 1843 (≈ 1843)
Dimostrare il quartiere per motivi militari.
1853-1887
Costruzione delle caserme Ferrier
Costruzione delle caserme Ferrier 1853-1887 (≈ 1870)
Ex ospedale militare e caserme.
1952-1963
Occupazione della Legione Straniera
Occupazione della Legione Straniera 1952-1963 (≈ 1958)
Ultimo uso militare prima della conversione.
21 juin 1997
Apertura del Museo della Corsica
Apertura del Museo della Corsica 21 juin 1997 (≈ 1997)
Inaugurazione dopo ristrutturazione di Andrea Bruno.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Père Louis Doazan - Etnografo e collezionista
Fondo museale iniziale (3.500 oggetti).
Andrea Bruno - Architetto e esperto dell'UNESCO
Ristrutturazione e progettazione del museo.
Origine e storia
Il Museo della Corte di Corsica è stato progettato nel 1990 su iniziativa della Regione Corsica, con il sostegno della Direzione Musei francesi e CEE. Un concorso internazionale di architettura ha selezionato un progetto che combina ristrutturazione e modernità per ospitare le collezioni etnografiche di Padre Louis Doazan, commissionato dal Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Folk. Il museo ha aperto le porte il 21 giugno 1997 nelle mura delle ex caserme Serrurier, un edificio tardo neoclassico integrato con la cittadella di Corte, i cui bastioni risalgono al XV e XVIII secolo.
Le caserme Serrurier, costruite tra il 1853 e il 1887, avevano diversi usi: ospedale militare (1853), centro di detenzione per prigionieri politici (1856), e caserme occupate dalla Legione degli Esteri (1952-1963). L'architetto Andrea Bruno, esperto dell'UNESCO, ha trasformato questo sito in un museo esemplare, rivelando la struttura architettonica originale (trasversali, baie curve) integrando spazi espositivi flessibili. Il suo approccio minimalista mette in evidenza la funzione primaria del museo: dare uno sguardo a capire, senza distrarre l'attenzione da decorazioni superflue.
Le collezioni iniziali, arricchite dall'apertura, coprono etnologia (costumi, mobili, strumenti), storia locale, fotografia antica e archivio sonoro. Il museo esplora anche la Corsica contemporanea, affrontando temi come l'industrializzazione, il turismo e la ricerca di identità. La Galleria Doazan del museo riunisce 3.500 oggetti etnografici, mentre una raccolta di manifesti pubblicitari (1891-1998) illustra l'evoluzione del turismo dell'isola.
L'edificio stesso, precedentemente situato nel quartiere Castellacce (salvato nel 1843 per motivi militari), incarna lo stretto storico di Corte. La ristrutturazione di Andrea Bruno è stata in grado di conciliare il rispetto della struttura esistente con l'innovazione, offrendo vari percorsi, giochi leggeri e coerenza tra il passato (militare) e le funzioni presenti (culturali) del sito. Questo dialogo tra storia e modernità lo rende un luogo unico, dove l'austerità neo-classica diventa un bene per la museografia.
Il museo della Corsica si distingue anche per la sua biblioteca patrimonio e le sue basi sonore, integrando un'offerta culturale che va oltre il tradizionale quadro di etnografia. Fa parte di un approccio dinamico, che riflette oggi la posta sociale, economica e culturale della Corsica, preservando la memoria collettiva dell'isola.
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