Crédit photo : Jean-Christophe BENOIST - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
XVIe siècle (seconde moitié)
Costruzione della torre
Costruzione della torre XVIe siècle (seconde moitié) (≈ 1650)
Costruito da Genova contro i barbari.
1731
Sedile dei Greci di Paomia
Sedile dei Greci di Paomia 1731 (≈ 1731)
127 greci assediati da 2.500 corsi.
8 mars 1991
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 8 mars 1991 (≈ 1991)
Protezione ufficiale da parte dello Stato francese.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Tour d'Omigna (cad. G 813): iscrizione per ordine dell'8 marzo 1991
Dati chiave
Populations de Paomia, Revinda et Salona - Produttori e utenti
Rifugiati a Renno, costruire la torre.
Génois - Sponsor
Ordine costruzione per difendere la costa.
127 Grecs de Paomia - Difensori assediati nel 1731
Resisti tre giorni prima di correre.
Origine e storia
La torre genovese di Omigna fu costruita nella seconda metà del XVI secolo per ordine della Repubblica di Genova, nel quadro di un sistema difensivo costiero contro le incursioni dei pirati barbari. Faceva parte di un gruppo chiamato la Terra delle Quattro Torri, eretto dalle popolazioni locali di Paomia, Revinda e Salona, che erano poi rifugiati a Renno per sfuggire ai razzi. Questa torre rotonda, alta 12 metri, è stata strategicamente posta sulla Punta d'Omigna, tra le spiagge di Chiuni e Perù, per monitorare gli approcci marittimi e proteggere la terra coltivata della costa.
Nel 1731, la torre di Omigna divenne l'ultimo rifugio per 127 Greci di Paomia, attaccati da circa 2.500 Corse ribellate contro l'autorità genovese. Dopo tre giorni di assedio, gli assediati riuscirono a fuggire ad Ajaccio, segnando un tragico episodio di tensioni tra comunità locali e coloni greci. La torre, classificata come monumento storico con decreto dell'8 marzo 1991, conserva elementi architettonici tipici delle torri genovesi: un livello cieco segnato con fori a bullone, un secondo livello traforato dalle aperture, e una terrazza merlata con mâchicoulis. All'interno, un pozzo serbatoio e una scala in pietra testimoniano il suo uso difensivo e autonomo.
La torre fa parte di una più ampia rete di tre torri genovesi sul territorio di Cargesis (Orchinu, Omigna, Cargesis), che illustra il desiderio di Genova di controllare militarmente la costa occidentale della Corsica. Il suo stato di conservazione, anche se parziale, permette di studiare le tecniche di costruzione genovese del XVI secolo, adattate a vincoli topografici e minacce esterne. Oggi è un'emblematica vestigia del patrimonio difensivo della Corsica, legata alla turbolenta storia degli insediamenti greci e dei conflitti locali.
Il sito Omigna, tra cui la torre e i suoi dintorni, è protetto dal Conservatoire du Littoral (170 ettari), evidenziando la sua importanza ecologica e paesaggistico. La punta rocciosa su cui sorge offre un panorama del Golfo di Sagone e delle montagne dell'entroterra, rafforzando il suo fascino turistico e storico. La torre rimane un simbolo della resistenza delle popolazioni locali alle invasioni, così come la strategia genovese di controllo del territorio da strutture difensive costiere.
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