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Trébodennic Manor à Ploudaniel dans le Finistère

Patrimoine classé
Demeure seigneuriale
Manoir
Finistère

Trébodennic Manor

    Trébodennic 
    29260 Ploudaniel
Manoir de Trébodennic
Manoir de Trébodennic
Manoir de Trébodennic
Manoir de Trébodennic
Manoir de Trébodennic
Manoir de Trébodennic
Crédit photo : Moreau.henri - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1584
Costruzione iniziale
1789-1799
Demolizione parziale
1850
Restauro della famiglia Croc
10 juin 1932
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti (caso AC 29): iscrizione per ordine del 10 giugno 1932

Dati chiave

Alain de Poulpry (seigneur de Lavengat) - Sponsor e primo proprietario Chanoine e consigliere del Parlamento della Bretagna.
Jean-François de Poulpry - Ultimo proprietario prima della rivoluzione Emigrato, causando la vendita come un bene nazionale.
Famille Croc - Restauratori nel XIX secolo Responsabile per aggiunte neogotiche e salvataggio.

Origine e storia

Il palazzo di Trébodennic, situato a Ploudaniel nel Finistère, fu costruito nel 1584 per Alain de Poulpry, signore di Lavengat, canone influente e consigliere del Parlamento di Bretagna. Quest'ultimo, da una nobile linea presente alle Crociate (1190, 1248), bequeaths il feudo a suo nipote, fondando così la residenza del vecchio ramo del Marchese di Poulpry. Cinque membri della famiglia hanno ricoperto posizioni parlamentari tra il 1573 e il 1707, illustrando il loro potere regionale.

La rivoluzione francese ha segnato un punto di svolta: la casa padronale, venduta come proprietà nazionale dopo l'emigrazione del suo proprietario Jean-François de Poulpry, ha subito una demolizione parziale (due terzi dell'edificio, compresa una facciata di 50 metri). Dal XVI secolo rimane solo la casa principale, ornata da lucernari rinascimentali, una torretta di fondo e una porta incorniciata da cariatidi. Lo stemma del camino monumentale, martellato durante la Rivoluzione, testimonia gli sconvolgimenti dell'epoca.

Nel 1850, la famiglia Croc acquisì il palazzo e intraprese importanti ristrutturazioni: ricostruzione di un'ala perduta, aggiunta di due torri gemelle sulla facciata, e creazione di un giardino invernale sul retro. Queste modifiche, mentre in parte alterano l'architettura originale, salvano l'edificio dalla rovina. La casa padronale, scritta nei Monumenti Storici dal 1932, conserva oggi notevoli elementi rinascimentali, come il suo pedimento scolpito che rappresenta un batterista e un flautista.

La storia del palazzo riflette le vicissitudini dell'aristocrazia di Breton, tra il potere ecclesiastico (la Poulpria era canone e parlamentari), il declino rivoluzionario e la rinascita borghese nel XIX secolo. La sua architettura ibrida, che unisce resti del XVI secolo e aggiunte neogotiche, lo rende una testimonianza unica dei cambiamenti sociali e artistici della Bretagna.

Collegamenti esterni