Tronçon de la Via Domitia (anche su comuni di Redessan e Beaucaire, nel Gard, e Castelnau-le-Lez, nella Hérault)
Tronçon de la Via Domitia (anche su comuni di Redessan e Beaucaire, nel Gard, e Castelnau-le-Lez, nella Hérault) à Jonquières-Saint-Vincent dans le Gard
Tronçon de la Via Domitia (anche su comuni di Redessan e Beaucaire, nel Gard, e Castelnau-le-Lez, nella Hérault)
Crédit photo : Daniel VILLAFRUELA. - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
…
1900
2000
-120
Conquista romana completata
Conquista romana completata -120 (≈ 120 av. J.-C.)
Creazione della provincia di Gaule Narbonnaise.
-118
Costruzione di Via Domitia
Costruzione di Via Domitia -118 (≈ 118 av. J.-C.)
Prima strada romana a Gallia, iniziata da Cneus Domitius Ahenobarbus.
1987
Protezione della sezione
Protezione della sezione 1987 (≈ 1987)
Registrazione per monumenti storici (Decreto del 5 febbraio).
2022
Ricerca di Loupian
Ricerca di Loupian 2022 (≈ 2022)
Scoperta di una sezione ben conservata.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Via Domitia (Tronçon) (Case BD; BC; AS; AT): entrata per ordine del 5 febbraio 1987
Dati chiave
Cneus Domitius Ahenobarbus - Proconsulente romano
Iniziatore della Via Domitia nel -118.
Tibère - Imperatore romano
Menzionato al Terminal IX (*Peire di Novi*).
Auguste - Imperatore romano
Narbona sviluppata e la rete stradale.
Origine e storia
La via Domitia, costruita a partire dal 118 a.C. sotto l'impulso del proconsole Cneus Domitius Ahenobarbus, fu la prima strada romana a Gallia. Il suo obiettivo: collegare l'Italia alla penisola iberica attraverso la Gallia di Narbonnaise, facilitando movimenti militari, commerciali e amministrativi. La via attraversava città chiave come Narbona (Narbo Martius), fondata nel -118 come colonia romana, e Nîmes (Nemaususususus), dove rimangono resti come la porta di Augusto.
La sezione di Jonquières-Saint-Vincent, condivisa con i comuni di Redessan, Beaucaire (Gard) e Castelnau-le-Lez (Hérault), segue un percorso ancora visibile nei luoghi. La pista è stata punteggiata da miglia, alcune delle quali recano iscrizioni imperiali (ad esempio: Point IX conosciuto come Peire di Novi, dedicato a Tiberio). Questi segni di chilometraggio sono stati utilizzati da viaggiatori, legioni e mercanti in una rete collegata ad altre rotte come Via Agrippa o Via Julia Augusta.
La costruzione era basata su tecniche romane: strati strati stratificato di ghiaia e ciottoli, pavimentazione in città, e linee rette al di fuori degli agglomerati. Dopo la caduta di Roma, alcune sezioni furono riutilizzate nel Medioevo come Strata francesa. Il ponte Ambroix (sul Vidourle) o il ponte Ambrussum (con sezione asfaltata) sono stati tra i resti protetti come monumenti storici fin dagli anni '80.
La Via Domitia simboleggia anche l'integrazione economica della regione: ha aumentato gli scambi tra città (ceramica, vini, anfore) e strutturato il territorio, come evidenziato dai porti fluviali (ad esempio: attraversando il Rodano tra Tarascon e Beaucaire). Il suo lascito persiste in toponymy (colleges, università) e strade moderne (A9, N100), ereditari del suo percorso.
In Occitania, il percorso attraversava paesaggi diversi, dalle Alpi (col de Montgenèvre) alle pianure della Languedoc, attraverso siti strategici come Glanum (Saint-Rémy-de-Provence) o Salses, dove un castrum controllava i flussi. Gli scavi archeologici (ad esempio la sezione riesumata a Loupian nel 2022) continuano ad arricchire la conoscenza del suo uso ed evoluzione.
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