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Tumulo con dolmen dans le Morbihan

Morbihan

Tumulo con dolmen

    29 La ville Auvoyer
    56460 Val d'Oust
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
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Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Tumulus avec dolmen
Crédit photo : Tsaag Valren - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1825
Primo ingresso scritto
28 août 1934
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Tumulo con dolmen (cad. A 110): per ordine del 28 agosto 1934

Dati chiave

Abbé Mahé - Erudito locale Prima di menzionare dolmen (1825).
Cayot-Delandre - Storico del XIX secolo Descrive l'armadio e il tavolo (1847).
Jean L'Helgouach - Archeologo Analisi del tipo di architettura *angevin*.

Origine e storia

Il Dolmen de la Maison Trouvée, noto anche come Dolmen de la Ville au Voyer, è un monumento megalitico situato nel comune delegato di La Chapelle-Caro, ora integrato in Val d'Oust (Morbihan, Bretagna). Destato dal neolitico, è stato menzionato nel XIX secolo sotto i nomi di Maison Trouée o Maison Fondata da studiosi locali come Abbé Mahé (1825), Cayot-Delandre (1847) e Rozensweig (1863). Questo dolmen, di tipo angelvin, è costituito da una camera sepolcrale rettangolare (4,30 m x 2 m) coperta da una colossale lastra di 5,90 m di lunghezza, circondata da un terter circolare di 12 m di diametro delimitato da blocchi di quarzo. Una leggenda locale combina il sito con Folliards, esseri soprannaturali dovrebbero sostituire i neonati, una pratica che è stata coniugata lanciando nove mele rosse in acqua bollente.

Il monumento fu classificato come Monumenti Storici il 28 agosto 1934, riconoscendone il valore archeologico. Secondo le descrizioni di Cayot-Délandre, i dolmen erano originariamente ornati da un muro di pietre ormai scomparse, e il suo corridoio di accesso (1 m di larghezza) mostrava tracce di una porta, suggerendo una chiusura rituale. Tutte le piastrelle, in shale viola, sostengono un tavolo di copertura diviso, una caratteristica rara. Gli scavi e gli studi, come quelli di Jean L-Helgouach, evidenziano la sua tipica architettura delle dolmen angeline, mentre i riferimenti bibliografici (Briard, Gouézin, Hamon) documentano la sua integrazione nel paesaggio megalitico di Breton.

Il folklore circostante riflette le credenze popolari legate ai siti preistorici, dove questi monumenti sono stati spesso percepiti come luoghi abitati da entità malvagie. La pratica dell'offerta (come le mele) illustra i riti apotropaici destinati a proteggere le famiglie. Oggi, i dolmen rimangono una grande testimonianza delle pratiche funebri e simboliche del Neolitico nell'interno della Bretagna, ponendo domande sulle tecniche di costruzione e l'organizzazione sociale delle comunità che l'hanno eretta.

Collegamenti esterni