Prima fase di costruzione Fin du Ier siècle (ap. J.-C.) (≈ 195)
Piscine iniziali e vasche da bagno create.
Début du IIe siècle
Seconda fase di costruzione
Seconda fase di costruzione Début du IIe siècle (≈ 204)
Aggiunte camere su ipocausti.
Entre IIIe et Ve siècle
Distruzione parziale
Distruzione parziale Entre IIIe et Ve siècle (≈ 550)
Seguito da restauro limitato delle terme.
9 août 1921
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 9 août 1921 (≈ 1921)
Protezione ufficiale dei resti per ordine.
1934
Destrutturazione della piscina all'aperto
Destrutturazione della piscina all'aperto 1934 (≈ 1934)
Ex "bain dei poveri" demolito.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
I resti delle terme romane: classificazione per decreto del 9 agosto 1921
Dati chiave
Borvo - Divinità Gaulish
Dio delle fonti venerato sul sito.
Origine e storia
I resti dei bagni romani, situati nei sotterranei della cosiddetta casa lamartina in Aix-les-Bains (Savoie, Auvergne-Rhône-Alpes), formano un'area protetta di quasi 1000 m2. Esse rappresentano parte di un vasto complesso balneare romano, parzialmente identificato durante gli scavi precedenti. L'ensemble, lungo più di 160 metri e profondo 40 metri, risale all'antichità ed era un importante luogo termale del primo secolo a.C., dedicato al culto delle fonti e del dio gallico Borvo.
Le terme, classificate come monumento storico nel 1921, sono costituite da tre zone distinte: un tufo originale e una ninfa di mattoni, stagni su ipocausto (compreso il Bagno di Cesare, ottagonale), e sale riscaldate decorate con marmo. Tre fasi di costruzione sono attestate: la fine del primo secolo (piscine e vasche da bagno), l'inizio del secondo secolo (camere su ipocausti), e una terza fase aggiungendo nuove stanze riscaldate. Una parziale distruzione tra il terzo e il quinto secolo fu seguita da un graduale abbandono, ad eccezione di una piscina utilizzata fino al XIX secolo.
I resti, accessibili da scale o porte della grande sala termica, sono coperti da una lastra sostenuta da 22 pilastri. Caratteristiche eccezionali includono un cul-de-four abside, gargoyles, mosaici e panche in marmo. Nel 1934, la fonte d'acqua, precedentemente utilizzata per i bagni dei poveri, fu distrutta. Solo una parte del sito è stato cercato, suggerendo una dimensione molto più grande delle strutture originali.
Il sito illustra l'evoluzione architettonica e culturale dei bagni romani in Gallia, combinando tecniche di riscaldamento (ipocausto), lussuose decorazioni (marmi, mosaici), e funzioni sociali (cult, igiene, tempo libero). Le iscrizioni dedicate a Borvo confermano il legame tra termismo e pratiche religiose locali, mentre il riutilizzo medievale e moderno di alcune strutture sottolinea la durata del loro utilizzo.
La posizione dei resti, sulle prime altezze del centro città (rue du Bain-Henri-IV), ai margini del quartiere Chantemerle-Saint-Pol, riflette la loro integrazione nell'antica urbanistica. La loro classificazione nel 1921 permise la loro conservazione, offrendo oggi una testimonianza unica dei bagni termali monumentali che resero la fama di Aix-les-Bains dall'antichità. I materiali utilizzati (tuf, mattoni, calcare da sposa) e le tecniche (voûts, ipocaustes) rivelano un know-how romano adattato alle risorse locali.
Nonostante le distruzioni parziali e le condanne di alcune aree, i resti accessibili ricostruiscono parzialmente l'organizzazione spaziale dei bagni termali: le zone umide (piscine, stagni), gli spazi riscaldati (stanza su ipocausto), e i luoghi di culto (nymphaeus). Il loro studio fa luce anche sulle pratiche marittime romane, combinando igiene, salute e socialità, in una città termale tra le più famose in Gallia.