Alla scoperta del sito 1935 (≈ 1935)
L'architetto Pierre Oreème, svelando il Pavillon.
9 août 1941
Prima classificazione Monumento storico
Prima classificazione Monumento storico 9 août 1941 (≈ 1941)
Protezione della terra acquisita dallo Stato.
1946
Acquisizione da parte dello Stato
Acquisizione da parte dello Stato 1946 (≈ 1946)
5 ettari di terreno acquistato per la conservazione.
23 juin 1981
Estensione della classificazione
Estensione della classificazione 23 juin 1981 (≈ 1981)
Nuove vestigia protette dall'arresto.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Terreno acquisito dallo Stato (casi B 49 a 53): classificazione per decreto del 9 agosto 1941 - Tutti i resti Gallo-Romani (causa B 83, 84, 87, 88, 91, 92, detti luoghi) Tra le Côtes e l'Ente): per ordine del 23 giugno 1981
Dati chiave
Pierre Orième - Architetto e Discoverer
Il sito è stato rivelato nel 1935.
Pierre-Henri Mitard - Direttore degli scavi (1960-1991)
Ricerca diretta per la Vexin.
Origine e storia
Il sito archeologico del Vaux-de-la-Celle, scoperto nel 1935 dall'architetto Pierre Oreème, è un complesso gallo-romano del II secolo situato a Genainville, Val-d'Oise. Raccolse un monumento storico dal 1941, si estende per circa 5 ettari e venne sistematicamente cercato dal 1960 al 1991, rivelando un santuario, un teatro, una ninfa e un percorso sacro. Questi resti, minacciati da un tavolo di acque sotterranee, testimoniano un luogo di culto dedicato a Mercurio e Rosmerta, frequentato dai Véliocasse.
Gli scavi hanno rivelato notevoli sottostrutture, tra cui un teatro di mezzaluna di 110 metri di diametro che può ospitare da 8.000 a 10.000 spettatori, e un tempio quadrato di 28 metri di lunghezza, decorato con tracce di policromia. Un percorso sacro di 35 metri e 8 metri, pavimentato, collegava l'ingresso al tempio, mentre una ninfa, composta da un bacino principale e da due annessi, completava il tutto. I primi resti, risalenti al primo secolo e una necropoli gallica dell'ottavo secolo a.C., furono identificati anche sotto le costruzioni gallo-romane.
Il sito, abbandonato nel III secolo durante le perturbazioni della Gallia romana, è stato studiato dal Centre de recherches archeologicales du Vexin français sotto la direzione di Pierre-Henri Mitard. Dal 2004, gli scavi sono stati effettuati dall'Università di Cergy-Pontoise e dall'Associazione Archeologia degli Studenti di Valencia (AEVA). Le sculture e gli elementi architettonici scoperti sono conservati presso il museo archeologico dipartimentale della Val-d'Oise a Guiry-en-Vexin. Il Parc naturel régional du Vexin français partecipa attivamente allo sviluppo del sito, situato in una valle boscosa attraversata dalla Ru de Genainville.
La classificazione del sito come monumento storico è stata estesa nel 1981 per proteggere tutti i resti, coprendo diversi pacchi cadastrali. La ricerca ha rivelato un conciliabulum, un luogo di ritrovo per i Véliocasses, evidenziando l'importanza politica e religiosa del sito. Le campagne di scavazione hanno anche contribuito a ricostruire l'organizzazione spaziale del santuario, integrando elementi unici come il tempio delle doppie celle, dedicato alle divinità sincretiche.
I resti della Vaux-de-la-Celle illustrano l'architettura religiosa gallo-romana, segnata dall'integrazione delle tradizioni locali e romane. Il teatro, sostenuto da una collina, e la ninfa, associata al culto dell'acqua, riflettono una sofisticata pianificazione urbana. Gli oggetti archeologici, comprese le statue e le capitali, forniscono preziose informazioni sulle pratiche artistiche e religiose del tempo. Il sito rimane oggetto di studio per comprendere le dinamiche culturali e sociali della Gallia romana nel secondo secolo.
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