Fondazione dei primi edifici Début du Ier siècle (période augustéenne) (≈ 104)
La costruzione inizia su 10.000 m2.
Fin du IIe siècle
Principali cambiamenti del sito
Principali cambiamenti del sito Fin du IIe siècle (≈ 295)
Trasformazione delle infrastrutture esistenti.
16 février 1994
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 16 février 1994 (≈ 1994)
Protezione galleggiante e presse.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Parcel Z 218 contenente il fiasco e le presse della cantina: classificazione per ordine del 16 febbraio 1994
Dati chiave
Information non disponible - Nessun personaggio citato nelle fonti
I testi non menzionano alcun nome.
Origine e storia
La villa del Molard, situata a sud di Donzère nel Drôme, è la più grande cantina conosciuta nell'antichità romana. Risalente al periodo augusteo (inizio I secolo), si estendeva oltre 10.000 m2 e fu profondamente alterata alla fine del II secolo. Questa tenuta, attiva tra 50 e 80 C.E., produsse circa 2.500 ettolitri di vino ogni anno, grazie a 300 ettari di viti coltivate da 150 schiavi.
La villa ospitava un magazzino di 70 × 15 metri contenente 204 dolia (ampio contenitore) con una capacità totale di 1,2 ettolitri ciascuno. Due flaconi da 18,5 m2 e due presse completarono l'attrezzatura, illustrando la produzione di vino industrializzato. I resti, tra cui la felce e le presse, sono stati classificati come monumenti storici dal 16 febbraio 1994.
Situata strategicamente a 15 km da Augusta Tricastinorum (Saint-Paul-Trois-Châteaux) e vicino al Rodano, la villa Molard era un importante hub di esportazione. Il suo vino è stato probabilmente trasportato dal fiume, come testimonia la stele Colonzelle (I secolo) che rappresenta il carico di barili su una nave. Questo sito riflette lo sviluppo economico della Narbonnaise romana, legato alla produzione di amphores e al commercio del vino.
Gli scavi e gli studi, in particolare quelli citati nella viticoltura antica nel Tricastin, sottolineano il suo ruolo chiave nell'economia regionale. La vicinanza del Rodano ha facilitato le esportazioni verso altre regioni dell'Impero, rendendo questa villa un giocatore centrale nel mercato del vino Gallo-Romano.
Oggi, la trama contenente il flask e le presse rimane protetta, offrendo una testimonianza eccezionale delle tecniche agricole e commerciali del tempo. La ricerca, come quella di Jacqueline Ponton o Damien Seris, continua a far luce sulla sua storia e sul suo impatto sulla viticoltura antica.