Primo ingresso scritto 1278 (≈ 1278)
Testo che evoca *las Couz d'Ouvenac* (pareti).
1844
Ricerca di Abbé Michon
Ricerca di Abbé Michon 1844 (≈ 1844)
Descrizione architettonica e scoperta dell'acquedotto.
1875
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1875 (≈ 1875)
Protezione dei resti della villa.
1889
Classificazione dell'acquedotto
Classificazione dell'acquedotto 1889 (≈ 1889)
Estensione della protezione del patrimonio.
1980
Acquisizione da parte del dipartimento
Acquisizione da parte del dipartimento 1980 (≈ 1980)
Diventare proprietà del Consiglio Dipartimentale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Acquedotto (richiede di uno): classifica per lista del 1889
Dati chiave
Abbé Jean Hippolyte Michon - Charentais archeologo
Descritto il sito nel 1844.
Jacques Duguet - Storico locale
Ha segnalato un testo del 1278.
Ausone - Poeta romano (opposizione respinta)
Toponymic link proposto nel XIX secolo.
Origine e storia
La villa gallo-romana del Coue d'Auzenat, detta anche Lacou Dausena, è un sito archeologico situato a Brossac, nel dipartimento di Charente. Questa vestigia, di fronte a sud-est/nord-ovest, comprende un corpo di casa di 57,40 m di 22 m, con pareti spesse di 0,75 m e alto fino a 7.50 m. Le tecniche di costruzione suggeriscono datazione prima del II secolo, sotto gli Antonins o i Severes. Le pietre, unite da cemento robusto e frammenti di mosaico testimoniano la sua importanza.
Vicino, un acquedotto di 62 m, alimentato dalla fonte dei Fontenelles, distribuì l'acqua tramite condotti integrati nelle pareti. Questi canali, formati da mattoni a bordo, confermano l'ingegneria romana. Il sito, classificato come monumento storico nel 1875 (villa) e 1889 (acquedotto), è di proprietà del Conseil départemental de la Charente dal 1980. Il suo nome, legato a menzioni medievali come la Couz d'Ouvenac (1278), evoca le pareti, anche se l'ipotesi di un collegamento con il poeta Ausone è oggi respinta.
La villa, tipica dei pascoli urbani (soggiorno del maestro), doveva essere accompagnata da una rustica pars (parte agricola). La sua posizione vicino a una strada romana che collega Saintes a Périgueux sottolinea il suo ruolo negli scambi regionali. Gli scavi del XIX secolo, guidati da Abbé Michon, rivelarono notevoli elementi architettonici e idraulici, confermando il suo status di residenza aristocratica gallo-romana.
Il sito, situato a 1 km a est di Brossac, illustra l'occupazione romana in Aquitania. I resti, anche se parziali, offrono una rara testimonianza delle tecniche di costruzione e gestione dell'acqua del periodo. Oggi rimane un esempio di adattamento delle élite locali ai modelli romani, in un contesto rurale del Charentais.
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