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Mulino a vento da Beauvert a Donzère dans la Drôme

Patrimoine classé
Patrimoine rural
Moulin
Moulin à vent
Drôme

Mulino a vento da Beauvert a Donzère

    8-9 Lotissement les Genêts
    26290 Donzère
Moulin à vent de Beauvert à Donzère
Moulin à vent de Beauvert à Donzère
Moulin à vent de Beauvert à Donzère
Crédit photo : Marianne Casamance - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
vers 1550-1555
Costruzione di mulini
1608
Inizia la degradazione
1842
Registrazione demolita
début XIXe siècle
Ammodernamento del suolo
16 septembre 2010
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il mulino a vento composto dalla sua torre e dalla trama A 358 su cui si trova; la zona da battere e il pacco A 830 su cui si trova: iscrizione per ordine del 16 settembre 2010

Dati chiave

Évêque de Viviers - Ex proprietario terriero Vendere la trama al castagno.
Châtelain de Donzère - Sponsor sospetta Acquirente di terreno per la costruzione.

Origine e storia

Il mulino a vento di Beauvert, situato a Donzère nel Drôme, fu costruito intorno al 1550-1555 su un terreno ceduto dal vescovo di Viviers alla castagna locale. La sua costruzione, durante le guerre di Religione, spiega il suo carattere difensivo: fondazioni profonde, porte sicure e arbusto. La torre, nei soffietti calcarei ricoperti di calce, domina il paesaggio con una facciata monumentale, segnata da una finestra di monitoraggio allineata con la porta d'ingresso.

Tra il 1608 e il 1842, il mulino subì un grave deterioramento, al punto di essere dichiarato "demolita" sui quadri del XIX secolo. Eppure la sua torre rimane intatta oggi. All'interno, il piano terra serviva come soffitta e capannone per sacchetti di farina, mentre il pavimento ospitava due ruote di macinazione, un camino e un armadio, suggerendo l'uso occasionale come habitat di un miller. Il sistema di rotazione conica, tipico dei mulini provenzali, è stato operato attraverso un rack su un "percorso scorrevole" in lastre, come attestano le tracce archeologiche.

Le scosse rivelarono un'area per battere il grano a sud della torre, confermando il suo ruolo centrale nella produzione di grano locale. Classificato monumento storico nel 2010, il mulino si distingue per la sua architettura ibrida, combinando fresatura e adattamenti militari. La trama e la zona da battere sono protetti, evidenziando l'importanza del patrimonio di questa vestigia dei secoli XVI-XIX.

All'inizio del XIX secolo, gli arredi interni (piano del mortaio) parzialmente modernizzarono la struttura, senza alterarne il design originale. Il cappuccio conico, ora estinto, ha reso possibile orientare le ali secondo il vento, un meccanismo ingegnoso per il tempo. Il mulino illustra così l'evoluzione delle tecniche agricole e le tensioni storiche della regione, tra conflitti religiosi e bisogni economici.

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