Presumibilmente costruzione Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Menhir periodo di erezione, non datato specificamente.
1859
La scoperta archeologica
La scoperta archeologica 1859 (≈ 1859)
Frammenti di vaso di Abbé Collet sotto un menhir.
28 mai 1931
Monumento storico
Monumento storico 28 mai 1931 (≈ 1931)
Protezione ufficiale di entrambi i menhir.
1984
Restauro dei menhir meridionali
Restauro dei menhir meridionali 1984 (≈ 1984)
Intervento dei Bâtiments de France.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Due menhirs sdraiati (Box I): per ordine del 28 maggio 1931
Dati chiave
Abbé Collet - Archeologo amatoriale
I resti scoperti sotto un menhir nel 1859.
Zacharie Le Rouzic - Archeologo
I menhirs furono sollevati nel 1930 prima della loro classificazione.
Origine e storia
I Menhirs di Beg-er-Goh-Lannec, situato a Quiberon, Morbihan, formano una serie di tre pietre originariamente erette, due dei quali furono restaurati nel XX secolo. Nel 1859, padre Collet scoprì sotto uno dei menhir che giacevano in pezzi di ceramica e un granello di terracotta, suggerendo un uso funebre o rituale. Queste vestigia, tipiche del neolitico bretone, illustrano le pratiche culturali del periodo, anche se la loro esatta funzione rimane dibattuta.
Nel 1930, l'archeologo Zacharie Le Rouzic alzò i due più grandi menhir, poi a terra, prima della loro classificazione ufficiale come monumenti storici il 28 maggio 1931. Il menhir nord, rotto in due parti, raggiungerebbe 6 metri di altezza se fosse ricostituito, mentre il menhir sud, restaurato nel 1984, è soprannominato Bonnet del Vescovo a causa della sua forma distintiva. Il loro allineamento attuale è separato dalla strada costiera, frutto di interventi moderni.
Questi megaliti fanno parte di un paesaggio ricco di siti preistorici, caratteristica della costa Morbihan. La loro conservazione riflette il crescente interesse per il patrimonio megalitico all'inizio del Novecento, segnato da scavi sistematici e graduatorie. I menhir di Quiberon rimangono oggi una testimonianza tangibile delle società neolitiche, le cui tracce materiali sono spesso frammentarie.
Fonti storiche, come le opere di Le Rouzic o gli inventari del Servizio Archeologico Regionale, sottolineano l'importanza di questi monumenti nello studio delle pratiche funerarie e simboliche del Neolitico. Il loro stato attuale, tra restauro e frammentazione, richiede una lettura attenta della loro storia, dove le ipotesi archeologiche sono associate a certezze documentate.
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