Costruzione della diga 1948-1952 (≈ 1950)
Edificio guidato da CNR e Sardnal
25 octobre 1952
Inaugurazione ufficiale
Inaugurazione ufficiale 25 octobre 1952 (≈ 1952)
Per il Presidente Vincent Auriol
4 juin 1992
Monumento storico
Monumento storico 4 juin 1992 (≈ 1992)
Protezione anteriore e sala di controllo
2 février 1998
Incidente fatale in blocco
Incidente fatale in blocco 2 février 1998 (≈ 1998)
Onda travolgente un bargo
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Tutte le facciate e i tetti; ex sala di controllo preceduta dalla sua sala, al primo piano dell'impianto (cad. B2 1712, 1713) : entrata per ordine del 4 giugno 1992
Dati chiave
Théodose Sardnal - Architetto capo
Produttore di diga e sala motore
Vincent Auriol - Presidente della Repubblica
Inaugurata la diga nel 1952
André Blondel - Medico omonimo
Dam nominato in suo onore
Origine e storia
La diga Donzère-Mondragon, conosciuta anche come la diga André-Blondel, è un progetto idroelettrico iconico situato su un canale parallelo al Rodano nella Francia meridionale. Costruito tra il 1948 e il 1952 a Bollène (Vaucluse), è stato progettato dall'architetto Theodosius Sardnal, allievo dei fratelli Perret, per la Compagnie nationale du Rhône (CNR). Inaugurato il 25 ottobre 1952 dal presidente Vincent Auriol, simboleggia i principali siti industriali della Quarta Repubblica e l'ingresso della Francia nelle Trenta Glorie. La sua architettura in cemento armato, ritmizzata da pilastri in vetro e claustra, segna la storia tecnica ed estetica del periodo post-bellico. Il sito è stato classificato come monumento storico il 4 giugno 1992.
Con una potenza di 348 megawatt distribuiti su sei turbine Kaplan, la diga è la più produttiva del Rodano, fornendo il 13% della produzione idroelettrica del CNR (equivalente al consumo annuo di Lione). Una serratura di 23 metri di elevazione — la più alta in Francia — permette alle barche di passare, mentre un pass di pesce promuove la libera circolazione della fauna fluviale. Il tragico incidente del 2 febbraio 1998, dove un bargo è stato sommerso da un'onda nella serratura (causata dalla morte di un marinaio), richiama i rischi associati a questa infrastruttura.
La diga fa parte di un contesto più ampio di modernizzazione dell'energia francese, con confronti rivelanti: il suo potere (350 MW) contrasta con quello delle vicine centrali nucleari di Cruas e Tricastin (3.600 MW in totale). Un fiore all'occhiello dell'ingegneria idroelettrica, illustra anche le sfide del riconciliare la produzione di energia, la navigazione fluviale e la conservazione dell'ecosistema, come testimonia il passo del pesce organizzato a posteriori.
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