Costruzione di un teatro Ier siècle (≈ 150)
Edificazione contemporanea del Colosseo di Roma.
IVe siècle
Riunione e rioccupazione
Riunione e rioccupazione IVe siècle (≈ 450)
Materiali riutilizzati per fortificazioni.
1819
Alla scoperta del sito
Alla scoperta del sito 1819 (≈ 1819)
I primi scavi archeologici.
1912
Prima classifica del sito
Prima classifica del sito 1912 (≈ 1912)
Area classificata, ampliata nel 1972.
1946
Ricapimento degli scavi
Ricapimento degli scavi 1946 (≈ 1946)
Campagne sistematiche della seconda guerra mondiale.
12 mars 1964
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 12 mars 1964 (≈ 1964)
Protezione ufficiale del teatro.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Teatro gallo-romano (vestigia) (cad. 1973 BC 113; 1973 AX 55): per ordine del 12 marzo 1964
Dati chiave
Schickhardt - Erudit del XVII secolo
Identificare il sito come sito archeologico.
Origine e storia
Il teatro gallo-romano di Mandeur, risalente al I secolo, è contemporaneo del Colosseo di Roma. Fu eretta nell'antica città di Epomanduodurum (oggi Mandeur), all'interno di un vasto complesso culturale di dieci ettari, tra cui un santuario. Il suo graduale abbandono dal IV secolo accompagnò il riutilizzo dei suoi materiali per fortificazioni dell'impero inferiore. Identificato nel XVII secolo da Schickhardt, non fu sistematicamente cercato fino al 1819, e poi 1946, rivelando una costruzione trifase, forse una sostituzione di un'arena.
Classificato un monumento storico nel 1964 e protetto dal 1912, questo teatro è eccezionale nelle sue dimensioni: 150 metri di diametro per 15.000 a 18.000 posti. Dietro una collina, unisce strutture murarie e roccia naturale. Recenti scavi hanno confermato l'esistenza di una facciata diametrale di 30 metri, decorata con portici in grande apparato, divisa in tre parti (due ali simmetriche di nove portici e un centro completo). Gli stand, distribuiti su quattro piani (maenianum), ospitavano scale, corridoi, logge e spazi tecnici, mentre il palco comprendeva un'orchestra calcarea semicircolare.
L'architettura segue il modello "classico" romano, con una decorazione su 360 metri di facciate: colonne corinzie, pilastri, impunture lisce e cornici modillon. Un edificio adiacente, collegato da una galleria di 50 metri, suggerisce un uso monumentale, rinforzato da frammenti di colonne e offerte. Oggi, in uno stato notevole di conservazione, il sito è accessibile al pubblico, anche se ancora mancante supporto educativo. Un progetto per il padiglione della reception e il giardino archeologico è in corso per valorizzare questo patrimonio.
Il teatro illustra l'importanza di Epomanduodurum nell'organizzazione urbana gallo-romana, intorno alla quale sono stati allineati gli edifici secondari. Il suo abbandono riflette le trasformazioni del tardo Impero, segnate dal declino degli edifici pubblici e dal riutilizzo dei loro materiali. La ricerca archeologica, in particolare quella pubblicata in Gallia (2007), evidenzia il suo ruolo centrale nella regione, tra Avenches e Besançon, nel cuore degli scambi culturali e commerciali dell'Arco di Jura.
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