Costruzione del sito megalitico Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo di costruzione di dolmen e recinti.
Années 1980
Restauro di dolmen
Restauro di dolmen Années 1980 (≈ 1980)
Lavoro condotto da Gilbert Fages.
20 avril 1990
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 20 avril 1990 (≈ 1990)
Protezione ufficiale del sito per ordine.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Megalithic ensemble of the Aire des Trois-Seigneurs (Box A2 161, 170, 173): iscrizione per ordine del 20 aprile 1990
Dati chiave
Gilbert Fages - Ristorante Dolmen
Responsabile del lavoro negli anni '80.
Jean Maury - Archeologo
Cerchi in pietra studiati (60).
Origine e storia
L'insieme megalitico dell'Aire des Trois-Seigneurs si trova sulla causse de Sauveterre, a cavallo tra i comuni di Laval-du-Tarn e Sainte-Enimie, nel dipartimento di Lozère. Questo sito archeologico, risalente al neolitico, è composto da un dolmen di tipo cucito – il più grande del dipartimento – e da due recinti megalitici. Il dolmen, chiamato dolmen de Champerboux, è circondato da un tumulo di 20 metri di diametro e ha una camera funeraria di fronte est-ovest, accompagnata da un vestibolo perpendicolare.
Il primo recinto, situato a 20 metri a est del dolmen, forma un cerchio di circa 90 metri di diametro con 53 pietre erette. Il secondo, a nord, più frammentario, ha solo 6 pietre su una distanza di 40 metri, suggerendo uno stato incompleto. Gli scavi hanno rivelato che il tumulo è stato riutilizzato all'età del ferro, attestando l'occupazione prolungata del sito. Il monumento fu restaurato negli anni ottanta da Gilbert Fages prima di essere classificato come monumento storico il 20 aprile 1990.
Il sito illustra le pratiche funebri e rituali dei neolitici nei Grand Causses, un'area segnata da una densa concentrazione di megaliti. I diffusori, probabilmente destinati a cerimonie o a delimitare uno spazio sacro, completano il dispositivo intorno al dolmen. La loro disposizione e dimensione lo rendono un notevole esempio di architettura megalitica locale, studiata negli anni '60 da archeologi come Jean Maury.
Amministrativamente, il sito è citato sotto il codice Insee 48146 (Sainte-Enimie) e protetto come monumenti storici dal 1990. La sua esatta posizione, tra le gole di Tarn e le causse, lo rende un punto di interesse sia archeologico che paesaggistico, accessibile dai vicini villaggi di Saint-Énimie e Laval-du-Tarn.
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