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Remparti di Avignone dans le Vaucluse

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Patrimoine défensif
Rempart
Vaucluse

Remparti di Avignone

    1 Boulevard Saint-Roch
    84000 Avignon
Remparts dAvignon
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Remparts dAvignon
Crédit photo : Véronique PAGNIER - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
100
200
1200
1300
1400
1800
1900
2000
Vers 539 av. J.-C.
Fondazione greca
Ier siècle
Incinta romana
1226
Istruzione di Luigi VIII
1234–1248
Sostituzione medievale ricostruita
1349
Inizio dei bastioni attuali
1355–1373
Completamento sotto Innocenzo VI
1471
Flooding e restauro
1856
Disastri crudi
1860–1869
Restauro di Viollet-le-Duc
1906
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

I bastioni, nella loro interezza: classificazione per decreto del 23 febbraio 1906 - La torre, chiamata du Châtelet, che comanda l'accesso del Pont-Saint-Bénézet: classificazione per decreto del 22 settembre 1914 - Torre 6 che fa parte dei bastioni: classificazione per decreto del 18 giugno 1915 - Torre n. 93 che fa parte dei bastioni: classificazione per decreto dell'11 settembre 1915 - Il terreno completo dopo le passerelle

Dati chiave

Innocent VI - Papa (1352-1362) Sponsor dei bastioni contro le Grandi Aziende.
Juan Fernandez de Heredia - Proprietario Regia della costruzione dal 1350 al 1364.
Pierre Obreri - Pontificio architetto Ricostruì la Porta Saint-Lazarus intorno al 1364.
Viollet-le-Duc - Architettura-ristorante Rafforza i bastioni (1860–69) contro le inondazioni.
Prosper Mérimée - Scrittore e ispettore dei monumenti Opposto a progetti di demolizione (1846).
Eugène Poncet - Sindaco di Avignone Promuove la distruzione parziale (XIXe).
Albert et Auguste Maire - Gli storici locali Segni di sarti di pietra (1880) sono stati sollevati.

Origine e storia

I bastioni di Avignone, situati nel Vaucluse nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, costituiscono uno dei pochi recinti francesi medievali conservati nella loro interezza. La loro attuale costruzione, iniziata nel 1349 sotto Clemente VI e continuata da Innocenzo VI dal 1355, ha incontrato la necessità di proteggere la città papale delle Grandi Aziende e dei roadmen durante la Guerra dei Cent'anni. Finanziati dalle imposte locali e dai sussidi europei, questi 4.330 metri di mura, affiancati da 36 torri e 56 scald, integrarono anche un sistema di difesa contro le inondazioni del Rodano, con casse e fossati alimentati dalla Sorgue.

La storia delle fortificazioni di Avignone risale all'antichità, con un primo recinto romano nel I secolo, seguito da un bastione medievale nel XII secolo, distrutto nel 1226 da Luigi VIII dopo la guerra di Albigois. Ricostruito tra il 1234 e il 1248, questo bastione fu sostituito nel XIV secolo dall'attuale recinto, progettato da Juan Fernandez de Heredia e Pierre Obreri. I segni di sarti di pietra, annotati nel 1880, testimoniano l'organizzazione aziendale di artigiani. Nel XIX secolo, Viollet-le-Duc supervisionò importanti restauri (1860–69), rinforzando le pareti dell'alluvione, mentre i progetti di demolizione (1833–96) furono evitati grazie a classificazioni successive come il Monumento Storico (dal 1906).

I bastioni giocarono un ruolo economico e sociale cruciale, sia come diga contro le inondazioni – come nel 1856, dove il loro crollo parziale causò un devastante inondazione – e come simbolo del potere papale. Le loro 16 porte, alcune delle quali sono state modernizzate (ad esempio, la Porta della Repubblica nel 1863), riflettono l'evoluzione urbana. Classificata come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO con il Palazzo dei Papi e il Ponte di Saint-Bénézet, oggi costituiscono un patrimonio architettonico eccezionale, celebrato da Stendhal e Viollet-le-Duc per la loro bellezza e l'ingegneria.

Al di là della loro funzione difensiva, i bastioni divennero un elemento centrale della vita di Avignone, riparando attività artigianali (sarti di pietra, tintori) e attività commerciali. La loro conservazione nel XX secolo, nonostante le pressioni urbane, illustra la loro importanza del patrimonio. I possibilini e le valvole, come quella di Rue des Teinturiers, richiamano il loro adattamento alle esigenze quotidiane, mentre i segni di pietra offrono una testimonianza unica dei metodi di costruzione medievali.

Le minacce di distruzione nel XIX secolo, portate da figure come Eugene Poncet o Paulin Talabot, erano contrapposte da intellettuali come Prosper Mérimée ed Esprit Requien, difendendo il loro valore storico. Il lavoro di Viollet-le-Duc, combinando il restauro e l'innovazione (contropareti, cannoni), ha permesso ai bastioni di resistere alle grandi inondazioni, come quella del 2003. Oggi rimangono un simbolo della resilienza di Avignone, mescolando il patrimonio medievale e gli adattamenti moderni.

Collegamenti esterni