Primo certificato 1174 (≈ 1174)
Monastero cistercense menzionato per la prima volta.
1285
Espulsione delle suore
Espulsione delle suore 1285 (≈ 1285)
Inseguito da Filippo III gli Hardi.
1365
Ritiro finale
Ritiro finale 1365 (≈ 1365)
Sito abbandonato dopo attacchi di rapina.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Philippe III le Hardi - Re di Francia
Ordonna espulse le suore nel 1285.
Origine e storia
La Chiesa di Santa Maria dell'Eula, situata nel Soler nei Pirenei-Orientali, è una cappella romanica originariamente attaccata ad un monastero cistercense. Quest'ultimo dipendeva dall'Abbazia di Fontfroide, e la sua esistenza fu attestata già nel 1174. Tuttavia, la comunità religiosa scomparve rapidamente: le suore furono espulse per la prima volta nel 1285 da Filippo III gli Hardi, poi definitivamente nel 1365 dopo gli attacchi dei ladri. Gli edifici, ispirati al piano dell'abbazia di Ardorel (comune nella regione), furono poi convertiti in una fattoria, un mas ancora visibile oggi.
Il sito illustra il destino contrastante degli stabilimenti cistercensi di Roussillon. Dopo il suo abbandono, la chiesa ha perso la sua funzione religiosa ma ha conservato una traccia architettonica grazie alla sua conversione all'habitat rurale. Questo modello di trasformazione, comune nei Pirenei orientali, riflette gli sconvolgimenti politici e sociali medievali, tra conflitti feudali e il declino degli ordini monastici. I resti attuali, sebbene modificati, richiamano l'importanza passata delle reti cistercensi nell'organizzazione territoriale.
Nessuna descrizione dettagliata dell'architettura romanica originale è disponibile dalle fonti consultate. Tuttavia, la cappella fa parte di una serie di edifici simili nella regione, come quelli di Siracide, Valbonne o Sainte-Marie de Jau, che condividono caratteristiche comuni relative all'ordine cistercense. La sua storia è documentata in libri specializzati, come le Chiese romaniche dimenticate di Roussillon (Géraldine Mallet, 2003), che evidenziano il suo ruolo nel patrimonio religioso locale.
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