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Castello di Capendu dans l'Aude

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Aude

Castello di Capendu

    6 Rue de la Cité
    11700 Capendu
Château de Capendu
Château de Capendu
Château de Capendu
Château de Capendu
Château de Capendu
Château de Capendu
Château de Capendu
Crédit photo : ArnoLagrange - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1900
2000
Moyen Âge
Costruzione iniziale
4 août 1927
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Vestiges du choeur et pans de murals anciens environs de la Chapelle : classificazione par décision du 4 août 1927

Dati chiave

Seigneurs de Bar - Proprietari medievali Ex proprietari del castello.

Origine e storia

Il castello di Capendu, situato nel comune dello stesso nome in Occitanie, risale al Medioevo. Una volta apparteneva ai signori di Bar, ma oggi ci sono solo resti limitati: sezioni di mura molto erose, adiacenti al coro della vecchia cappella parrocchiale. Questa cappella, con il suo campanile quadrato parzialmente ristrutturato, costituisce i resti principali ancora visibili. Il coro, a volte e parzialmente rovinato, ha caratteristiche architettoniche tipiche della Linguadoca, come archi a doppia e lavandini a volta in culla.

Classificato come monumenti storici nel 1927, il sito protegge specificamente i resti del coro e le antiche mura circostanti. La navata della cappella, ora estinta, era probabilmente coperta da una struttura apparente, secondo tecniche regionali. Il campanile, sebbene modificato in cima, conserva una base medievale. Le influenze dei maestri di Carcassonne sono intuite nel percorso studioso di archi diagonali che sostengono la volta, rivelando scambi artistici locali.

Il castello, ora di proprietà del comune di Capendu, illustra il patrimonio feudale della regione. Il suo stato attuale, molto frammentario, riflette le successive trasformazioni e abbandonazioni fin dal Medioevo. I resti, sebbene modesti, offrono una testimonianza architettonica delle costruzioni religiose e signeuriali del periodo in Linguadoca, segnata da alternati conflitti e periodi di relativa pace.

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