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Belfry di Châteldon dans le Puy-de-Dôme

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Beffroi
Puy-de-Dôme

Belfry di Châteldon

    Rue du Fort
    63290 Châteldon

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1346
Minaccia inglese post-Crécy
1348
Epidemia di peste nera
XIVe-XVIe siècles
Costruzione di un campanile
17 juillet 1926
Registrazione per monumenti storici
1944
Combattere la liberazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Gilles II Aycelin de Montaigut - Signore e difensore di Châteldon Ordinare la costruzione del recinto (XIV secolo).
Philippe de Vienne - Signore di Châteldon (15 ° secolo) Fondato il convento dei Cordeliers nel 1463.
Pierre Laval - Politicista (1883-1945) Proprietario del vicino castello durante la seconda guerra mondiale.

Origine e storia

La Belfry di Châteldon, costruita tra il XIV e il XVI secolo, sorge nel cuore di un borgo medievale segnato da una storia turbolenta. Questo monumento, inscritto in monumenti storici dal 1926, illustra l'importanza strategica di Châteldon, precedentemente protetto da un recinto costruito da Gilles II Aycelin di Montaigut di fronte alla minaccia inglese dopo la battaglia di Crécy (1346). La città, poi prospera grazie ai suoi artigiani (tagliatori, cartai, conciatori), fu colpita dalla peste nera nel 1348, un evento che ha segnato l'inizio del suo declino economico e demografico.

Nel XV secolo Châteldon rimase un luogo di potere, in particolare sotto l'influenza della famiglia Vienna, che fondò nel 1463 un convento dei Cordeliers. Il campanile, simbolo delle libertà comunali, sopravvisse agli sconvolgimenti dei secoli successivi, compresa la parziale distruzione del patrimonio medievale tra il 1880 e il 1910. Durante la seconda guerra mondiale, il villaggio, legato a Pierre Laval che possedeva un castello, divenne un luogo di tensione, soprattutto durante i combattimenti del 1944 tra resistenza e truppe tedesche.

Il campanile oggi incarna il patrimonio architettonico di una città che era un incrocio tra Bourbonnais e Auvergne. La sua iscrizione in monumenti storici, accanto al castello e case in legno, sottolinea il suo ruolo nell'identità locale. Anche se meno documentato di altri edifici a Châteldon, rimane un silenzioso testimone delle trasformazioni politiche e sociali che hanno plasmato questa regione, dalle guerre medievali ai conflitti del XX secolo.

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