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Castello di Lafont à Broût-Vernet dans l'Allier

Allier

Castello di Lafont

    3 Chemin de Lafont
    03110 Broût-Vernet

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1817
Costruzione del corpo centrale
1830-1840
Aggiungere ali laterali
1842-1844
Istituto agricolo del Centro
26 novembre 1990
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti; pavimenti in parquet al piano terra (Box ZX 10): iscrizione per ordine del 26 novembre 1990

Dati chiave

André de Bonneval (1798–1844) - Proprietario e agronomo Pioniere delle moderne tecniche agricole.
Christian Chalmin - Proprietà attuale Editore e custode del patrimonio.

Origine e storia

Lo Château de Lafont è un edificio neoclassico costruito all'inizio del XIX secolo, a nord-est di Broût-Vernet, nel dipartimento dell'Allier (Auvergne-Rhône-Alpes). Si distingue per il suo corpo centrale eretto nel 1817, affiancato da due ali aggiunte tra il 1830 e il 1840, tutte integrate in un giardino inglese. Quattro padiglioni gemelli (Broût, Saint-Pont, Vichy, Saint-Didier) segnano gli ingressi della tenuta, mentre la sua facciata, ordinata con un corpo centrale sormontato da un frontone, riflette l'eleganza architettonica del periodo.

All'interno, il castello ospita una sala decorata con un portico colossale con colonne di ioni in scatola, così come un ampio soggiorno con un pavimento in parquet in in intarsiato che forma una rosetta centrale. La sua struttura, ispirata alle tecniche di Philibert De l'Orme, utilizza fattorie curve assemblate con doghe accatastate, un modello raro della regione. La tenuta, concepita come un insieme coerente tra i comuni e il parco, servì brevemente come l'istituto agricolo del centro (1842–44) sotto l'impulso del suo proprietario, André de Bonneval.

Lo Château de Lafont è inseparabile da André de Bonneval (1798–44), un agronomista pioniere che ha sperimentato tecniche agricole moderne, soprattutto per lo sviluppo delle Landes de Gascogne. Dopo la sua morte, la tenuta passò alla famiglia Villot de Boisluisant, poi all'editore Christian Chalmin. Il castello è stato classificato come monumento storico nel 1990 per le sue facciate, tetti e pavimenti in parquet. Esso illustra sia il patrimonio architettonico neoclassico che l'innovazione agricola del XIX secolo.

Fonti storiche menzionano un castello precedente, attestato nel 1569 da Nicolay, ma l'edificio attuale risulta da una ricostruzione completa nel XIX secolo. Anche se alcuni elementi (blangery, lingerie, padiglioni) sono scomparsi, la tenuta conserva il suo parco e i suoi edifici principali, oggi di proprietà privata. La sua storia riflette le trasformazioni sociali ed economiche della regione, tra aristocrazia terrestre e modernizzazione agricola.

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