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Abbazia di Joyenval à Chambourcy dans les Yvelines

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Abbaye
Yvelines

Abbazia di Joyenval

    Route des Princesses
    78240 Chambourcy
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Abbaye de Joyenval
Crédit photo : Sigoise - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1900
2000
1221
Fondazione o rifondazione
1224
Sepoltura di Barthélemy de Roye
1261
Trasferimento di reliquie
1306
Espulsione degli ebrei
1346
Fuoco durante la guerra dei cent'anni
1989
Classificazione dei resti
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

I resti dell'Abbazia di Joyenval si trovano su appezzamenti nn. 110 e 111, mostrati nel cadastre - Sezione C : iscrizione per ordine del 13 marzo 1989

Dati chiave

Barthélemy de Roye (ou de Retz) - Fondatore di Francia Fu sepolto nell'Abbazia nel 1224.
Philippe Auguste - Re di Francia (1180–1223) Sostegno della fondazione via Barthélemy.
Nicolas de Roye - Vescovo di Noyon e coetaneo di Francia Neve di Barthélemy, sepolto a Joyenval.
Charles Brûlart de Genlis - Membro e diplomatico (XVIIe) Consigliere di Stato e ambasciatore sotto Luigi XIII.
Georges d’Aubusson de La Feuillade - Ultimo Abbé (1668–99) Trasformazione in un priorato dopo la sua morte.
Jehan de Montjoie - Signore locale (XIIIe) Donazione del feudo di Montesson nel 1239.

Origine e storia

L'abbazia di Joyenval, situata a Chambourcy negli Yvelines, fu fondata o rifondata nel 1221 da Barthélemy de Roye (o Retz), il chambrier del re Filippo Augusto, che fu sepolto lì nel 1224. Questo monastero pre-dimostrato si spostò nella valle di Montjoye, sul sito di un eremo leggendario legato alla principessa Clotilde, moglie di Clovis, e alla Fontana di Lys, simbolo della conversione del re Frank. I monaci rivendicarono anche la guardia primitiva del Montjoie oriflamme, una reliquia reale poi trasferita a Saint-Denis.

La chiesa dell'abbazia, dedicata a Saint Laurent e poi a Saint Barthélemy dopo il 1261, divenne luogo di sepoltura per la famiglia di Roy, tra cui Nicolas de Roye, vescovo di Noyon. Nel 1306, dopo l'espulsione degli ebrei dalla Francia, la loro proprietà locale fu confiscata a beneficio dell'abbazia, come testimonia un forno offerto da Filippo il Bel nel 1313. Protetta da Filippo VI di Valois nel 1328, l'abbazia fu bruciata il 13 agosto 1346 durante la guida di Edoardo III durante la guerra dei cent'anni.

I monaci possedevano un hotel parigino in Rue Aux-Moines-de-Joienval (ora rue des Moines), sostituito nel 1698 da una soffitta di sale. L'abbazia, distrutta durante la Rivoluzione, rimane solo da resti iscritti nei monumenti storici dal 1989, integrati nel campo da golf Joyenval. La sua storia riflette i legami tra il potere reale, la nobiltà (la famiglia Brûlart di Genlis nel XVI-XVI secolo) e la vita monastica, così come gli sconvolgimenti politici e religiosi della Francia medievale e moderna.

Tra gli abate notabili figurano Charles Brûlart de Genlis (1571–1649), diplomatico e consigliere statale sotto Luigi XIII, o Georges d'Aubusson de La Feuillade, l'ultimo abate prima della trasformazione in priorato nel 1697. Gli archivi rivelano anche doni seigneuriali, come quello di Jehan de Montjoie nel 1239, trasferendo il feudo di Montesson all'abbazia, illustrando il suo ruolo economico e spirituale nella regione.

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