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Castello di Chalay à Montoire-sur-le-Loir dans le Loir-et-Cher

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Loir-et-Cher

Castello di Chalay

    Chalay
    41800 Montoire-sur-le-Loir
Crédit photo : Grefeuille - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1535-1545
Costruzione rinascimentale
1750-1770
18a espansione
XIXe siècle (2e quart)
Grandi trasformazioni
6 novembre 1991
Prima protezione
25 juin 2007
Classificazione estesa
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La rampa di scale sulla rampa principale del castello; la cappella, tra cui la pietra tombale del generale di Marescot; il piccione trogloditico; la facciata dell'arancio trogloditico (Case 227B 453, 447, 448, 457): iscrizione per ordine del 6 novembre 1991 - Le facciate e i tetti del castello; facciate e tetti delle stalle; il cosiddetto portale di Marescot

Dati chiave

Félix Delarue - Architetto Nel XIX secolo.
Duban - Proprietario Collaborate alle trasformazioni.
Général de Marescot - Proprietario storico Tomstone nella cappella.

Origine e storia

Lo Château de Chalay, situato a Montoire-sur-le-Loir nel centro-Val de Loire, illustra tre fasi di costruzione principali. Tra il 1535 e il 1545, adottò elementi caratteristici del primo Rinascimento, come le torri a pilastri sovrapposte e una scala a rampa innovativa. Questo piccolo padiglione, dedicato alla scala, segna una pausa architettonica nella regione, ispirata alle dimore di René, introducendo innovazioni scultoree.

A metà del XVIII secolo (1750-1770), il castello crebbe con l'ala del Vecchio Chalay, una riorganizzazione delle sale interne e l'estensione della facciata meridionale. Questi cambiamenti riflettono il desiderio di adattarsi agli stili di vita aristocratici del tempo, pur mantenendo un'armonia con lo stile originale. La vecchia ala è poi parzialmente mascherata da una nuova facciata, che mostra un'evoluzione dei gusti estetici.

Il XIX secolo trasformò Chalay radicalmente: la facciata sud fu ripresa, un padiglione fu aggiunto ad est e fu costruita una cappella. Il portale è modificato, un arancio trogloditico e un parco paesaggistico sono creati, riflettendo la romantica mania per giardini pittoreschi. Questi sviluppi, uniti alla conservazione di elementi medievali come il colombecoto trogloditico, evidenziano una sovrapposizione delle epoche. Il castello diventa così un palinsesto architettonico, dove ogni secolo lascia un'impronta visibile.

Classificato come monumento storico, Chalay si distingue per i suoi elementi protetti: la scala rinascimentale, la cappella (che ospita la pietra tombale del generale di Marescot), o le decorazioni interne dei soggiorni. Le stalle, la cosiddetta porta Marescot e il parco con le sue terrazze e vicoli completano questo set. L'edificio incarna sia il patrimonio delle case padronali locali che l'audacia architettonica del Rinascimento francese, integrando influenze settecentesche e ottocentesche.

Gli architetti Félix Delarue e Duban hanno contribuito a queste trasformazioni, soprattutto per le diciannove parti. Il loro intervento fa parte di un desiderio di modernizzazione preservando il carattere storico del sito. Oggi Chalay è testimone dell'evoluzione sociale e artistica della nobiltà di Vendômois, dal Rinascimento all'era industriale.

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