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Château de la Crochais en Côtes-d'Armor

Côtes-dArmor

Château de la Crochais

    1 Crochais
    22650 Beaussais-sur-Mer
Auteur inconnu

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1827
Cadastre storico
XVe - XVIIIe siècle
Periodo Ladvocat
XIXe-XXe siècle
Periodo di validità
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Henri Frotier de La Messelière - Visconte e storico Ha analizzato il castello e la sua storia
Famille Ladvocat - Proprietari (XV-XVIII) Possessori della casa feudale e neoclassica
Famille Briot - Proprietari (XIXe-XXe) Gli ultimi proprietari noti del castello

Origine e storia

Il castello de la Crochais si trova nel territorio dell'ex comune di Ploubalay, nel dipartimento di Côtes-d'Armor, in Bretagna. Questo sito testimonia un'occupazione secolare, unendo una casa padronale del XV secolo e una casa neoclassica del XVIII secolo, completata da una cappella dedicata a San Giovanni Battista e da un cortile chiuso. Il salto e gli elementi architettonici, come il frontone triangolare e la torre circolare che ospita una scala a chiocciola, riflettono le evoluzioni stilistiche e funzionali del monumento nel corso dei secoli.

Secondo le analisi del Visconte Henri Frotier de La Messelière, il castello apparteneva alle famiglie Ladvocat (dal XV al XVIII secolo) e poi alle famiglie Briot (XIX-XXX secolo). Il sito è anche vicino a un sotterraneo risalente alla seconda età del ferro, evidenziando la sua importanza storica fin dai tempi antichi. La casa principale, di stile neoclassico, ha una facciata simmetrica a cinque posti, mentre la casa primitiva, sul retro, conserva caratteristiche medievali come una porta di maniglie di cesto.

Il castello de la Crochais è incluso nell'inventario generale del patrimonio culturale, riconoscendo il suo valore storico e architettonico. Gli elementi come la cappella, lo stemma mancante del pedimento, e le strutture difensive (salt-de-loup) illustrano il suo ruolo sia residenziale, religioso che simbolico per le famiglie nobili che le hanno succedute. Lo schizzo del 1827 e gli archivi catastrali ricostruiscono parzialmente la sua evoluzione, anche se alcune parti, come lo stemma, sono ormai scomparse.

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