Fondazione del seminario 1822 (≈ 1822)
Creazione di un piccolo seminario sui resti antichi.
1859
Anatole Dauvergne Fresque
Anatole Dauvergne Fresque 1859 (≈ 1859)
Ordine di Stato per la cappella.
2008
Protezione della cappella
Protezione della cappella 2008 (≈ 2008)
Registrazione di elementi notevoli in monumenti storici.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
L'intera cappella, tra cui il portico d'ingresso affacciato sul cortile e l'oratorio della Vergine situata a sud di questo portico e gli elementi di scultura romanica utilizzati nella cappella e nel portico (Box AB 33): iscrizione con decreto del 14 agosto 2008
Dati chiave
Anatole Dauvergne - Pittore
Autore dell'affresco di l'Abside (1859).
René-Marie Castaing - Pittore
Autore delle tele marouflé dei santi.
Dausset - Architetto
Maestro degli edifici del seminario.
Origine e storia
L'ex piccolo seminario di Saint-Pé-de-Bigorre fu fondato nel 1822, parzialmente riutilizzando i resti dell'antica abbazia nella sua ala orientale. Organizzato intorno a un cortile che evoca un chiostro, l'ensemble incorpora elementi medievali, come le capitali storiche o vegetali romane, montate nella cappella per sostenere lo stand dell'organo. Queste capitali provengono dal chiostro estinto dell'abbazia, testimoniando un antico patrimonio architettonico.
La cappella, l'edificio centrale del seminario, si distingue per la sua navata unica che termina a ovest da un comodino con un'abside centrale affiancata da due absidioli. Il suo soffitto policromo e la sua struttura richiamano le basiliche paleocristiane o carolingie. Due grandi ensemble pittorici adornano l'abside: un monumentale affresco di Anatole Dauvergne (1859), commissionato dallo Stato, che illustra una parabola di Cristo, e dieci tele di René-Marie Castaing che rappresentano santi locali o notabili della storia religiosa francese.
Le protezioni ufficiali si riferiscono alla cappella nella sua interezza, tra cui il portico d'ingresso, l'ordinazione della Vergine, e gli elementi scultorei riutilizzati. Il sito, di proprietà di un'associazione, riflette sia una vocazione educativa che religiosa, preservando al contempo un patrimonio artistico e architettonico composito, mescolando il patrimonio medievale e le creazioni del XIX secolo.
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